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| 18 feb 2025 | 18:39

"Non gare, ma vere avventure", grande successo per Lisa Bonato e i suoi husky alla Femundløpet, classica dello sleddog in Norvegia : "Ho pianto di gioia"

La campionessa italiana di sleddog si è classificata 20esima nella classica norvegese dello sleddog: "Correre nelle distese scandinave di notte, baciati dalla luna piena e un freddo pungente è qualcosa che non si può dimenticare"

"Non gare, ma vere avventure", grande successo per Lisa Bonato e i suoi husky alla Femundløpet
di Redazione

TRENTO. Un risultato ottimo, al termine di una grande rimonta: la 32enne Lisa Bonato, campionessa italiana di sleddog, si è classificata 20esima nella Femundløpet, gara classica dello sleddog internazionale di scena in Norvegia. E assieme assieme ai suoi siberian husky - Robin, Maverick, Varg, Rookie, Mokka, Steel, Goose e Miwok - ha conquistato inoltre un'altra “vetta”: il primo posto nella categoria cani di razza nordica.

 

L'atleta vicentina –  originaria di Zanè e che di professione è un tecnico di laboratorio all'ospedale di Asiago, e che ha all'attivo circa 100 competizioni nazionali e internazionali – nei giorni scorsi ha percorso, nel profondo Nord a Røros e a temperature che hanno raggiunto i 20 gradi sotto lo zero, 200 chilometri in tre tappe, in 28 ore e 11 minuti, per un totale di 3500 chilometri di dislivello, in una gara durissima in cui solo 33 concorrenti sono giunti al traguardo.

 

Un successo raggiunto non senza complicazioni, con alcuni dei suoi husky che hanno avuto dei problemi di salute e con l'atleta che ha subito inoltre un infortunio ad un ginocchio: fattori che non le hanno impedito di completare un importante rimonta che dal 29esimo posto dopo 80 chilometri l'ha portata al 23esimo alla fine della tappa intermedia, fino alla volata finale che le ha consegnato il 20esimo posto in classifica.

 

E la stessa Lisa Bonato all'arrivo non è riuscita a trattenere l'emozione, spiegando di aver pianto di gioia al traguardo, e come “è dura descrivere cosa di prova durante queste gare, che poi gare non sono: sono vere e proprie avventure dove tutto può cambiare da un momento all’altro, a partire dalle condizioni meteo”.

 

Il tutto, ha osservato la musher veneta, in un miscuglio di emozioni che solo “la natura incontaminata, i cani e la fatica ti regalano”.

 

“Correre nelle distese scandinave di notte, baciati dalla luna piena e un freddo pungente è qualcosa che non si può dimenticare. Le montagne norvegesi – ha spiegato Lisa Bonato – ti mettono a dura prova, ma quando si è in cima il panorama ripaga tutto, anche se spesso e volentieri il vento soffia molto forte”.

 

Infine, il pensiero di Bonato è andato ai suoi siberian husky: “Sono stati eccezionali, oltre ogni aspettativa: gli ultimi chilometri mi aspettavo che qualcuno potesse cedere, controllavo ogni minimo movimento, invece mi hanno portata all’arrivo senza batter ciglio, scondinzolanti. Io ero incredula: i veterinari mi hanno fatto i complimenti per come li hanno visti all’arrivo. Quella è stata la vittoria più grande”.

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