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Trento
06 ottobre | 12:33

Olimpiadi, per la prima volta due bracieri e quattro portabandiera: in pole per Cortina l'ampezzana Constantini e il trentino Mosaner

Giochi con “due” cerimonie d’apertura, allo stadio San Siro di Milano quella ufficiale, e quella come si dice in gergo olimpico “in contemporanea”, a Cortina d’Ampezzo. Tutto accadrà venerdì 6 febbraio del 2026, giorno che diventerà una data storica: per il movimento olimpico per il fatto che saranno accesi due bracieri, uno all’Arco della Pace a Milano e l’altro in Piazza Dibona a Cortina

di Marco Marangoni

TRENTO. Due città sede dei Giochi olimpici, Milano e Cortina, mai accaduto in precedenza. Giochi diffusi, una assoluta novità. Giochi con “due” cerimonie d’apertura, allo stadio San Siro di Milano quella ufficiale, e quella come si dice in gergo olimpico “in contemporanea”, a Cortina d’Ampezzo. Tutto accadrà venerdì 6 febbraio del 2026, giorno che diventerà una data storica: per il movimento olimpico per il fatto che saranno accesi due bracieri, uno all’Arco della Pace a Milano e l’altro in Piazza Dibona a Cortina, per l’Italia Team che ci saranno ben quattro portabandiera (la coppia non deve essere tassativamente dello stesso sport). 

Come da indicazioni del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) che prima delle Olimpiadi di Tokyo 2020 ha deciso di promuovere la parità di genere con un'alfiere donna e uno uomo, lo sport italiano avrà quattro alfieri, due donne e due uomini equamente divisi tra Milano e Cortina. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio ha annunciato, “non è semplice individuare i portabandiera, vi confermo che ho convenuto con la presidente del Cio, Kirsty Coventry che saranno due i portabandiera a Milano e due a Cortina, sempre una donna e un uomo” e sul nome degli alfieri italiani ha precisato, “manca ancora tanto tempo, desidero prima condividerlo con i presidenti federali, con la giunta e dopo lo comunicheremo alla stampa”.

Chi saranno i portabandiera? Una scelta effettivamente difficile anche perché, se per le Olimpiadi estive la prassi, non una regola fissa, è quella di nominare portabandiera un'atleta che ha vinto una medaglia d’oro olimpica, per quanto concerne l’edizione invernale, è diverso. Prerogativa, per essere alfieri bisogna essere anche partecipanti ai Giochi olimpici, quindi qualificati. Gli atleti ancora in attività vincitori dell’oro olimpico negli sport della neve e del ghiaccio sono Sofia Goggia (campionessa in discesa libera nel 2018), già designata per Pechino 2022 ma impossibilitata a portare il tricolore perché impegnata nella corsa contro il tempo nel recupero dall’infortunio; Arianna Fontana (campionessa dei 500 metri nello short track nel 2018 e 2022) portabandiera a PyeongChang 2018; Michela Moioli (campionessa nel boardercross dello snowboard nel 2018) e alfiere a Pechino 2022; Stefania Constantini-Amos Mosaner (doppio misto del curling a Pechino 2022).

 

Essere stati portabandiera non esclude la possibilità di farlo una seconda volta. Gli esempi sono Gustav Thöni (sci alpino) nel 1976 e 1980, Paul Hildgartner (slittino) nel 1984 e 1988. Le quotazioni di vedere a Cortina, Constantini, ampezzana, e Mosaner, trentino, campioni del mondo in carica, sventolare il tricolore a Cortina sono molte alte. Il torneo di curling misto inizierà già il 4 febbraio e si svolgerà nello storico palaghiaccio ai piedi delle Tofane. Tra le favorite c’è Francesca Lollobrigida, argento nei 3000 metri e bronzo nella mass start a Pechino 2022. Papabile è sicuramente Davide Ghiotto, bronzo a Pechino 2022 nei 10.000 metri del pattinaggio velocità e protagonista di un quadriennio superlativo tra ori mondiali, record mondiale dei 10.000, vittorie e podi in Coppa. Mai il pattinaggio velocità aveva avuto un alfiere.

 

C’è poi Federica Brignone che prossimamente dovrebbe tornare a sciare dopo il grave infortunio alla gamba dello scorso aprile. Ovviamente c’è da capire le condizioni, quando ritornerà alle gare e il livello di competitività. “Fede” è in pole per le sue medaglie olimpiche e mondiali in slalom gigante e anche in combinata. Sarebbe quasi da chiamarlo ‘alfiere alla carriera’, Federico Pellegrino. Il fondista valdostano a livello olimpico è stato argento nella sprint di sci nordico sia a PyeongChang 2018 che a Pechino 2022. C’è poi il biathlon, un pensierino per Lisa Vittozzi potrebbe essere fatto anche se nell’ultimo anno non ha gareggiato. Difficile la scelta ricadrà su Dorothea Wierer.

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