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| 13 maggio | 17:41

Morte Pantani, l'ombra della camorra? La pm di Trento chiede l'archiviazione ma sottolinea: ''Fu lasciato solo''

La pm della Dda di Trento, Patrizia Foiera, dopo oltre un anno di indagini e più di 70 persone informate sui fatti ascoltate, ha chiesto l'archiviazione. I reati ipotizzati risultano prescritti e il tempo trascorso ha compromesso la possibilità di raccogliere nuovi riscontri probatori determinanti

di Redazione

TRENTO. E' uno dei tanti filoni di indagine nato attorno alla figura del Pirata. E' quello che riguarda la Camorra e la presunta ''associazione a delinquere di stampo mafioso riconducibile al decesso di Marco Pantani". Ebbene la pm della Dda di Trento, Patrizia Foiera, dopo oltre un anno di indagini e più di 70 persone informate sui fatti ascoltate, ha chiesto l'archiviazione. I reati ipotizzati risultano prescritti e il tempo trascorso ha compromesso la possibilità di raccogliere nuovi riscontri probatori determinanti. 

 

Centocinquanta pagine di verbale evidenziano, come apprende LaPresse, che "per identificare i responsabili e attribuire le responsabilità, secondo la ragionevole previsione di condanna condizionata anche dal tempo trascorso non hanno agevolato un riscontro logico-probatorio alle dichiarazioni all'epoca rese". Il fatto dal quale è partito tutto è quello stop clamoroso al campione romagnolo la mattina del 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio. Lui era primo, anzi primissimo, ma un controllo ematico all'alba lo buttò fuori da un Giro che aveva stradominato. 

 

Tra i sospetti che erano circolati anche quello dell'ombra della Camorra rilanciati con forza mediatica fortissima da Renato Vallanzasca che nella sua autobiografia e poi alle Iene raccontò: ''Mi dissero di scommettere contro il Pirata perché non avrebbe finito il Giro altrimenti la camorra sarebbe andata in bancarotta". Intercettazioni telefoniche e ambientali, assunzioni di testimonianze mai prima assunte, acquisizioni di device in uso a collaboratori di giustizia e acquisizioni di atti da altre procure hanno, però, spinto la pm di Trento a giungere a una richiesta di archiviazione. 

 

"Si giunge alla richiesta di archiviazione non senza evidenziare che ha giocato contro senz'altro il lungo tempo trascorso e la scomparsa di protagonisti di primo piano dell'epoca, i quali avrebbero potuto illuminare questa nuova lente investigativa". Così come apprende LaPresse la pm della Dda di Trento, Patrizia Foiera, chiedendo l'archiviazione per l'indagine.  Da quanto riportato nei verbali della procura, che ha ascoltato anche il procuratore anti-doping, "Pantani era solo, tecnicamente e oggettivamente solo, non supportato di fronte alle istituzioni sportive dalla difesa tecnica della sua società. Una solitudine che, accompagnata alla vulnerabilità sia dell'uomo sia dello sportivo è risultato averlo portato velocemente a isolarsi dalle relazioni sociali, a diminuire in modo drastico i propri allenamenti, a non vincere più, allontanandosi dal ciclismo".

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