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"Olimpiadi e Paralimpiadi lasceranno in eredità un Trentino migliore: più accessibile, inclusivo e proiettato al futuro"

“Quello che verrà dopo l’evento è forse la parte più importante di questa grande occasione che per noi è Milano Cortina”, spiega Sergio Bettotti. Si tratta di un concetto riassunto nella parola inglese legacy, eredità

di Articolo redazionale in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento

TRENTO. Cosa ne sarà delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi dopo che l’evento sarà concluso, le medaglie assegnate, gli atleti rientrati nei propri Paesi di provenienza, i riflettori dei media internazionali spenti? “Quello che verrà dopo l’evento è forse la parte più importante di questa grande occasione che per noi è Milano Cortina”, spiega Sergio Bettotti. Le parole del già dirigente provinciale si riferiscono a ciò che all’interno dei Giochi a cinque cerchi viene identificata come “legacy”, eredità.

 

La promessa, ambiziosa, è quella di un Trentino migliore grazie alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. “Una parte del nostro lavoro in questi anni – spiega Bettotti – aveva l’obiettivo di garantire la piena operatività delle venue di gara, vogliamo permettere agli atleti dei Giochi di essere nelle condizioni di potersi esprimere al massimo dal punto di vista sportivo e della performance. Ma poi come detto c’è un lungo elenco di benefici per il territorio e la comunità derivanti dai Giochi. Non si tratta di parole o di promesse vuote: si tratta di fatti, di esempi concreti”.

 

L’elenco è lungo: si va dalla riqualificazione dei due impianti di gara a Tesero e Predazzo al nuovo villaggio olimpico, dall’Ice Rink di Piné per le Olimpiadi invernali giovanili del 2028 alle opere collegate come strade, mobilità pubblica e stazione dei treni a Trento.

 

Ancora, la stazione dei bus di Cavalese, l'elettrificazione della linea ferroviaria della Valsugana e lo sbarrieramento delle fermate degli autobus in Val di Fiemme e Fassa. Un grande “tesoro” di opere e infrastrutture che cambiano il volto del Trentino non solo per quanto riguarda l’aspetto sportivo, ma che migliorano attivamente la vita di residenti e ospiti.

 

“Quando si parla di accessibilità – riprende Bettotti -, credo sia doveroso puntualizzare che stiamo parlando di interventi importanti e significativi per tutte le persone con disabilità, certo, ma anche per tutta la comunità trentina e per chi visita il nostro territorio. Dalle tribune ai campi di gara, dal trasporto pubblico alle strutture ricettive, la nostra provincia oggi dimostra come inclusività e accessibilità siano parole chiave nel futuro dell’offerta turistica, del benessere e della qualità della vita della comunità”.

 

“Lo sport è passione – conclude il dirigente -, pensare di aver portato sul nostro territorio Olimpiadi e Paralimpiadi è stato un grande orgoglio e una grande opportunità che siano fiduciosi di avere colto. Il Trentino con le sue strutture rinnovate diventerà ancora di più un polo di eccellenza internazionale per gli sport, non solo invernali, e lo fa forte di un territorio accessibile, inclusivo e proiettato al futuro”. 

Infrastrutture e grandi opere aiutano, certo, anzi sono essenziali e strategiche. Ma c’è anche una legacy fatta di piccoli gesti significativi, di persone e di storie. E in questo il potere dell’olimpismo è deflagrante, a maggior ragione nel mondo degli sport paralimpici: “Gli ostacoli e le difficoltà possono sembrare un muro invalicabile – spiega Alessandra Sulsente di Procter & Gamble, partner globale del Comitato Olimpico e Paralimpico Internazionale - ma attraverso lo sport e attraverso il racconto degli atleti e delle loro storie passa un messaggio fondamentale diretto a ragazze e ragazzi con disabilità di tutti i tipi. Che esiste qualcosa fuori dalla porta di casa, che c’è un modo meraviglioso per mettersi in gioco e vivere le proprie vite, per mettersi alla prova, per migliorare come persone e come atleti”.

 

“L’inclusione – riprende Sulsente - è il primo obiettivo, lo perseguiamo con alcuni progetti che abbiamo messo in campo: penso per esempio, con il coinvolgimento del nostro marchio Dash, alla donazione di sedie a ruote alle strutture del territorio olimpico. Dopo le 30 già donate al Comune di Cortina d’Ampezzo, 8 al Comune di Rasun-Anterselva, altre 4 alle strutture ricettive del Comune di Tesero: la nostra speranza è che questi ausili consentano anche alle persone con disabilità di vivere momenti di gioia e socialità sulla neve”.

 

Le paralimpiadi saranno anche competizione, performance e gare con medaglie in palio: lo ricorda con orgoglio Martina Caironi, legacy specialist di Fondazione Milano Cortina 2026 oltre che atleta da 3 ori e 4 argento ai Giochi tra Londra 2012 e Parigi 2024 nel salto in lungo T42 e nei 100 metri T42. “Beh, quello dei Giochi paralimpici invernali sarà un momento di sport di altissimo livello, in cui tutti i partecipanti sono chiamati a dare il meglio dopo tanti anni di allenamento, di sforzi, di impegno quotidiano, di preparazione. Sono convinta che possa lasciare in eredità anche un cambio di prospettiva, in generale, verso le persone con disabilità e verso lo sport paralimpico. Perché quando l’occhio si abitua a vedere un atleta disabile che utilizza il proprio potenziale al massimo secondo me può cambiare la prospettiva. È quello che ci aspettiamo possa fare un evento coinvolgente come Milano Cortina – conclude Caironi -: vogliamo diffondere la cultura dello sport in generale. Grazie all’arrivo di questi giochi in Italia sono state rese accessibili tante strutture in territorio montano. Ma anche l’Arena di Verona che ospiterà la cerimonia di apertura è stata parzialmente sbarrierata e resa accessibile: non potrebbe esserci legacy più bella, concreta e significativa”.

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