Sinner, che delusione. Djokovic s'impone al quinto set ed elimina l'azzurro in semifinale
Stavolta non sarà Sinner contro Alcaraz. Stavolta qualcosa è andato storto e, quella che era una finale annunciata, non ci sarà. Almeno non alla "Rod Laver Arena" di Melbourne. Carlos Alcaraz sarà al proprio posto, Jannik Sinner farà rientro a casa. Il fuoriclasse di Sesto, due volte campione uscente dell'Australian Open, cede infatti in semifinale a Novak Djokovic al termine di una battaglia, un'autentica maratona durata ben più di quattro ore

MELBOURNE. Stavolta non sarà tutto come previsto.
Stavolta non sarà Sinner contro Alcaraz. Stavolta qualcosa è andato storto e, quella che era una finale annunciata, non ci sarà. Almeno non alla "Rod Laver Arena" di Melbourne. Per quella che tutti attendevano bisognerà attendere qualche mese, almeno sino a maggio a Parigi.
Carlos Alcaraz sarà al proprio posto (dopo aver impiegato, anche lui, cinque set per piegare un furibondo Zverev), Jannik Sinner no e farà rientro a casa. Il fuoriclasse di Sesto, due volte campione uscente dell'Australian Open, cede infatti in semifinale a Novak Djokovic al termine di una battaglia unica, un'autentica maratona durata ben più di quattro ore.
Djokovic, dieci volte vincitore a Melbourne, ha dimostrato ancora una volta perché è - probabilmente - il più grande di sempre della storia: a quasi 39 anni ha vinto una sfida durissima contro un avversario di quattordici anni più giovane, mantenendo i nervi saldi .
Sinner vince il sorteggio e sceglie di servire. Spinge fortissimo il fuoriclasse di Sesto, potente e preciso al servizio, che non lascia a Djokovic la possibilità di entrare in partita. In men che non si dica: 1-0, break del 2-0 con un rovescio "dei suoi" e poi 3-0. Il serbo accorcia le distanze (1-3) salendo con il servizio e, nel game successivo, si procura anche la palla del controbreak, annullata da una grande "seconda" di Sinner.
L'azzurro gestisce le operazioni, gli basta tenere la battuta (servendo benissimo) per chiudere 6-3 dopo aver dominato il parziale.
Nel secondo parziale il serbo appare in crescita e, nel quarto game, è lui a piazzare il break che "spacca" il set: Jannik annulla le prime due ma, alla terza, sbaglia con il dritto ed è 3-1 Djokovic. Sinner torna ad alzare il ritmo e va subito 0-40 con tre possibilità per "restituire" il break, ma il serbo picchia forte in battuta, piazza cinque punti di fila e allunga ancora: 4-1.
L'altoatesino accorcia (4-2) e poi, sul turno dell'avversario, avrebbe ancora una chance per tornare nella partita, ma Djokovic è glaciale, annulla e scappa ancora: 5-2. Sinner provare a restare nella partita (5-3), ma poi commette un paio d'errore che permettono al 10 volte vincitore in Australia di pareggiare nel computo dei set: 6-3, palla al centro.
Jannik riparte tirando forte al servizio e non lasciando alcun punto all'avversario, Djokovic rispondo colpo su colpo: 1-1. Nel quinto game l'altoatesino deve annullare una palla break e lo fa con una splendida smorzata e successivo passante: 3-2.
Si procede senza strappi sino al 5-4 in favore del fuoriclasse di Sesto che, nel momento decisivo, piazza il break che vale il terzo set. Il numero 2 al mondo si guadagna tre palle set, la prima sfuma per questione di centimetri, sulla seconda il pallonetto del serbo termina out: 6-4 Sinner, che torna avanti nel computo dei parziali.
Djokovic è stanco e ha accusato il colpo? Nemmeno per sogno. Immediatamente piazza il break, favorito anche da qualche errore di Sinner e poi lo consolida: 2-0. Affidandosi alla prima di servizio riesce a tenere a distanza Jannik e nell'ottavo game concede una palla break all'azzurro, bravo nell'attacco con il rovescio. Annullata. Una seconda palla break: serve and volley del serbo che poi conquista il game: 5-3.
L'altoatesino accorcia (5-4) e poi annulla due set point, ma alla terza opportunità è Djokovic a chiudere i conti: 6-4, si va al quinto set.
Poi il quinto set con il break decisivo di Djokovic che "spacca" non solamente il set, ma la partita e, certamente, distrugge quello che era un copione già scritto. Di palle break, prima per portarsi avanti e per recuperare lo svantaggio ne ha avute diverse ma, stavolta, il "Re" ha battuto il "Principe". Finisce 6-3 per chi, nella terra dei canguri, ha già trionfato dieci volte.
E, se domenica riuscirà a battere Alcaraz, entrerebbe ancora di più nella storia del tennis.












