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Colpisce l'arbitro, gli tira la borraccia e un 'arnese' ginnico, stangata di 16 mesi al giocatore della formazione Allievi della Fersina

Calcio. L'episodio è avvenuto nell'incontro di domenica scorsa fra Fersina Perginese e ViPo Trento. Ettore Pellizzari (presidente Figc trentina): "Episodio gravissimo: solidarietà all'arbitro. Un caso isolato, ma la prevenzione continua per evitare anche un solo avvenimento" 

Di Luca Andreazza - 24 febbraio 2017 - 18:29

TRENTO. "Al termine dell'incontro attendeva l'arbitro fuori dal cancello, lanciandogli contro il pallone con violenza, senza colpirlo. Alla vista del cartellino rosso, gli si avvicinava e lo colpiva con forza al braccio destro, facendo cadere il cartellino e procurandogli dolore. Mentre un suo compagno e i dirigenti avversari cercavano di calmarlo, continuava a proferire insulti e offese all'arbitro, tentando di lanciargli contro un arnese ginnico in ferro, trovato sulle scale di accesso agli spogliatoi. Non contento, divincolandosi, gli lanciava una borraccia piena di acqua, non colpendolo e continuando ad offenderlo", questa la nota del comunicato ufficiale della Federazione che sancisce i 16 mesi di squalifica comminati a F.T., giocatore in forza alla formazione Allievi della Fersina Perginese. L'episodio è avvenuto domenica scorsa nell'incontro fra Fersina e ViPo Trento.

 

La società di Pergine è stata inoltre multata di 100 euro per "la mancata assistenza - si legge nel comunicato - da parte dei dirigenti nei confronti del direttore di gara".

 

Il Comitato provinciale autonomo di Trento attende l'eventuale ricorso da parte della società e il provvedimento diventerà definitivo, verrà inviato all'ufficio competente. "E' un episodio ovviamente gravissimo - spiega il presidente federale Ettore Pellizzari - per il quale esprimo, a nome della Federazione, massima solidarietà all'arbitro e al comitato arbitrale. La Fersina ha inoltre tecnici molto attenti e preparati, persone specializzate e competenti in organigramma, proprio per evitare simili avvenimenti. Purtroppo capita che ogni tanto qualcuno non rispetti il valore della convivenza sportiva: la base del gioco è il rispetto dell'arbitro e dell'avversario. La velocità della giustizia sportiva e le pene comminate sono educative, pedagogiche e preventive. Per indossare la maglia della Rappresentativa per esempio non basta essere forti, ma tenere anche un comportamento ineccepibile in campo ".

 

Si tratta del secondo caso in poco tempo, ma questi episodi non destano ancora preoccupazione. Il Trentino è la provincia più calcistica d'Italia e queste reazioni condite da maxi squalifiche si contano sulle dita di una mano, al contrario magari di altre regioni: "Il movimento trentino - conclude Pellizzari - vanta numeri importanti, oltre 20 mila tesserati e qualcuno ogni tanto può uscire dal seminato della sportività. I casi sono rari e isolati, ma non vogliamo dover affrontare neppure un episodio simile, per questo svolgiamo regolarmente degli incontri con le società: questa prevenzione e la celerità delle decisioni del giudice sportivo tutelano anche la classe arbitrale".

 

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