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L'Invicta Duomo scende in campo al mercatino dei Gaudenti per autofinanziare la società sportiva

E' la seconda volta quest'anno che i giocatori e l'allenatore, tutti ovviamente volontari, partecipano all'appuntamento di piazza Garzetti per trovare i fondi necessari per chiudere il bilancio

Da sinistra Stefano Boschetti, Michele Andreatta, Dario Amadori, e Giacomo Zanoner (Invicta Duomo)
Di Luca Andreazza - 08 aprile 2017 - 16:52

TRENTO. A prima svista potrebbe sembrare il remake del primo e indimenticabile 'L'allenatore nel pallone', quando Berganzoni cede Mengoni e Falchetti per trequarti di Gentile, sette ottavi di Collovati e la metà di Mike Buongiorno per avere Maradona dopo tre anni. La realtà invece parla dell'impegno dell'Invicta Duomo nella raccolta fondi per coprire le spese di gestione societaria legate alla Prima squadra, come l'iscrizione al campionato, l'attrezzatura e tutto il necessario.

 

Ecco quindi giustificata la presenza ai Gaudenti dei giocatori del sodalizio presieduto dal presidente Marco Andreatta: "E' la seconda volta - spiega Dario Amadori - che quest'anno prendiamo parte a questo appuntamento. I nostri sponsor non riescono a garantire la copertura economica dei costi, la società non può esporsi e quindi cerchiamo di autofinanziare l'attività tramite queste opportunità, oltre alla presenza alle feste e alla vendita delle magliette 'Ultras educati'. L'impegno non manca, ma alla fine riusciamo a chiudere il cerchio del bilancio".

 

La formazione gialloblù, fondata nel 1953 e storicamente riconosciuta per la bontà del settore giovanile, dopo anni di black out è ripartita lo scorso anno dalla Seconda categoria, restando fedele al proprio motto 'divertendo educa': "Cerchiamo - aggiunge Michele Andreatta - di tenere viva l’ispirazione di fondo della storia societaria: offrire a tutti la possibilità di praticare sport con finalità principalmente formative e ricreative, per favorire una crescita integrale dell’uomo-atleta".

 

Se si parla di 'stile' si pensa sempre a quello della Juventus, ma anche il meno blasonato 'stile Invicta', che passa soprattutto attraverso le figure degli allenatori-educatori e la co-responsabilizzazione delle famiglie, merita il dovuto rispetto: "Gli allenatori sono tutti volontari - continua Dario - ovviamente anche i giocatori non percepiscono alcun rimborso. Oggi tra i compagni di passaggio oppure impegnati direttamente sono passati tutti. Anche il nostro allenatore Franco Benacchio si è speso in prima persona ".

 

Età media bassa, responsabilità e spirito di sacrificio. Una partenza razzo dell'Invicta, che dopo un primo anno di assestamento, ha chiuso il girone d'andata di questa stagione al primo posto e ora si trova in seconda piazza alle spalle della capolista Calisio, distante sei lunghezze: "Non ci nascondiamo - conclude Michele -. Dopo un'andata di questo genere e l'attuale posizione in classifica cerchiamo di giocarci le carte per provare a raggiungere la Prima categoria direttamente o tramite playoff".

 

 

 

 

 

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