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Mauro Giacca: "Obiettivo minimo raggiunto. E ora la LegaPro e un Trento con una squadra sempre più trentina"

Calcio. Dai 50 mila euro per rilevare il titolo sportivo ai 200 mila per rifare il look al 'Briamasco'. L'intervista al numero uno del sodalizio di via San Severino all'indomani della promozione in serie D

Il presidente Mauro Giacca portato in trionfo dopo la matematica promozione in serie D conquistata sul campo dell'Appiano (foto Studio Elite)
Di Daniele Loss - 07 aprile 2017 - 19:35

TRENTO. Il passato prossimo è fatto di sudore, sacrifici e, ovviamente, tanti soldi spesi per rifondare una società che a giugno 2014 era stata dichiarata fallita. Il giorno di San Vigilio di tre anni fa, nello studio di via Paradisi del curatore fallimentare Tiziano Romito, Mauro Giacca, con al proprio fianco Fabrizio Brunialti e Alberto Betta, acquistò ciò che restava del defunto Trento Calcio. Un assegno di 50 mila per acquisire il titolo sportivo della prima squadra (in Promozione, ndr), i cartellini dei giocatori che, all'epoca, erano di proprietà del club di via Sanseverino e i beni materiali. Questi ultimi vennero smessi immediatamente, visto che tutto, attrezzature, mobili, supporti tecnologici e pure uno dei furgoni, era in condizioni semplicemente disastrosi.

 

Tre anni dopo tutto è cambiato. Anzi, di più. La risalita è stata lunga, dolorosa e, con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia originale, il Trento è tornato dove avrebbe dovuto sempre stare. Come minimo, perché una città di oltre 100 mila abitanti, capoluogo di provincia, che ha una squadra di pallavolo che da anni è ai vertici del volley nazionale, europeo e mondiale un sodalizio di basket che calca con incredibile successo i parquet della serie A1, può - calcisticamente parlando - ragionare 'solamente' in termini di serie D?

 

La risposta è semplice: no. E, si badi bene, ad essere ambiziosi non sono solamente i tifosi gialloblù, molti dei quali si stanno riavvicinando lentamente al 'Briamasco' dopo anni e anni di cocenti delusioni. Il primo che pensa in grande è il vulcanico presidente Mauro Giacca, che si è goduto la festa promozione, rinviata domenica scorsa, ma è già proiettato al futuro.

 

Il futuro prossimo e pure quello anteriore, perché l'Ac Trento guarda avanti. Molto avanti. Fino a dove? In Lega Pro, sicuramente, e poi mai dire mai.

Abbiamo centrato l'obiettivo stagionale - commenta il presidente gialloblù Mauro Giacca - ma non dobbiamo dimenticarci che questo è solamente un punto di partenza. Anzi, deve essere considerato tale, perché una società e una città come la nostra non possono pensare, sotto il profilo calcistico, ai campionati regionali, con tutto il rispetto per chi vi partecipa. La serie D è la categoria minima per un club come il Trento e, dunque, adesso inizia la seconda fase. L'ambito nazionale l'abbiamo riconquistato nei tempi previsti, adesso bisognerà crescere ulteriormente per compiere un altro salto di qualità. Sia a livello societario che per quanto riguarda i risultati sul campo.

 

Tradotto in parole povere: l'obiettivo è quello di salire quanto prima in Lega Pro.

Non sarà certamente semplice, ma sì, vogliamo tornare il prima possibile tra i professionisti. Già nella prossima stagione l'intento è quello di costruire una rosa che possa essere competitiva. Parlare subito di promozione potrebbe sembrare presuntuoso: vogliamo allestire una formazione in grado disputare un torneo di alta classifica e riportare il gran pubblico sulle tribune del 'Briamasco'. In Lega Pro ci vogliamo andare e poi vedremo.

 

Dal campo all'extra-campo. Il 'Briamasco', oggi, è un gioiello. Tre anni fa, invece, era un rudere che cadeva a pezzi.

Potete ben dirlo. Io e i dirigenti abbiamo messo piede nello stadio, per la prima volta, il 4 luglio 2014. Cosa ricordo? Il pavimento della sede privo di mattonelle, i computer ingialliti e inutilizzabili, l'assenza totale di corrente elettrica, che era stata letteralmente staccata vista la morosità nel pagamento delle bollette da parte della precedente gestione, i cumuli d'immondizia sotto la scalinata che porta alla Tribuna Nord, gli spogliatoi e il tunnel che porta al terreno di gioco in condizioni disumane. Per non parlare del bar. Potrei continuare per mezz'ora. Ci siamo rimboccati le maniche e, piano piano, abbiamo rimodernato tutto a nostre spese. Sono serviti circa 200 mila euro, ma oggi il 'Briamasco' è uno stadio degno di tale nome. E non è finita.

 

Il progetto del centro sportivo prosegue?

Certo. Ci stiamo confrontando con le istituzioni per creare un centro sportivo ad uso del Trento calcio, ma anche del resto della comunità sportiva, che possa permettere alla nostra società, ma non solo, di compiere un ulteriore salto di qualità. La collaborazione è fondamentale: noi non vogliamo gravare sull'Ente Pubblico e siamo prontissimi a fare la nostra parte. Al Comune di Trento chiedo, invece, e continuerò a farlo di poter utilizzare almeno metà del parcheggio di via Sanseverino in occasione delle gare casalinghe della prima squadra. Quello dei parcheggi è un grosso problema e va risolto entro tempi brevi.

 

Già fissate, intanto, le date del prossimo ritiro precampionato: il Trento sarà a Cavalese dal 15 al 26 luglio e, in programma, vi sono almeno due amichevoli di lusso contro formazioni della massima serie che svolgeranno la preparazione estiva in TrentinoIn panchina ci sarà Manfioletti o i gialloblù avranno un nuovo tecnico? La rosa verrà rifondata?

Di tutto questo - conclude Giacca - dovete parlarne con il direttore sportivo Rastelli, il vicepresidente Sontacchi e il direttore generale Brunialti. La campagna acquisti è affar loro. Di certo, ma questo è un pensiero condiviso, l'obiettivo sarà quello di riportare a casa tanti calciatori trentini che, attualmente, militano fuori provincia in categorie importanti. Un Trento molto forte e molto trentino sarebbe il massimo.

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