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Parigi-Rubaix, che Trentino. Daniel Oss apparecchia per Van Avermaet, Gianni Moscon non si arrende mai e chiude quinto

Il belga conquista la Parigi-Rubaix numero 115. Grande gara per Daniel Oss, in fuga per gran parte della gara, e Gianni Moscon, che a soli 22 anni si gioca la vittoria e chiude quinto

Di Luca Andreazza - 09 aprile 2017 - 17:18

TRENTO. E' grande Trentino alla regina della classiche. Nella gara monumento della Parigi-Rubaix, vinta da Greg Van Avermaet (oro alle olimpiadi di Rio) e nel giorno d'addio di Tom Boonen, emergono e splendono le prove di Daniel Oss e Gianni Moscon

 

Il belga Greg Van Avermaet, portacolori della Bmc, si aggiudica la Parigi-Roubaix numero 115 (257 chilometri, 29 settori in pavè che si traducono in 55 chilometri sulla pietra), la terza classica della stagione, precedendo Stybar (Quick-Step Floors) e Langeveld (Cannondale-Drapac).

 

Un'affermazione Bmc targata però Daniel Oss, che si è speso al comando della manifestazione per una cinquantina di chilometri, e Gianni Moscon (Sky), che prima si stacca a 15 chilometri dal traguardo e poi trova le energie per rientrare tra i migliori e provare a lanciare la volata. 

 

"Tanta fatica - ammette Moscon - una corsa dura e pazzesca. Soino caduto sul pavè e ho avuto problemi al cambio, ma non mi sono arreso. Un finale incredibile, nel quale ho provato ad anticipare in quanto le energie erano al lumicino, ma gli altri erano più freschi".

 

Commosso all'arrivo Daniel Oss: "Ho sentito - dice - un feeling pazzesco con questa gara. Oggi è come se avessi vinto e questa è una corsa che sento di poter vincere nel futuro". 

 

La corsa, come sempre, non delude mai, così come le sorprese non mancano. La Parigi-Rubaix si accende a circa 100 chilometri dall'arrivo. Il belga Van Avermaet resta coinvolto in una caduta, mentre la Quick-Step Floors di Boonen cerca di alzare il ritmo e il gruppo si sfalda. Il belga campione olimpico riesce a rientrare e il campione del mondo Sagan attacca con un gruppo di altri tre compagni di fuga: Bodnar, Stuyven e Daniel Oss. L'atleta in maglia iridata è però sfortunato e fora perdendo contatto con i migliori. I battistrada vengono raggiunti da Claeys, Roelandts e Gianni Moscon.

 

A circa 40 chilometri dal traguardo rientrano i migliori e Oss riparte in solitaria. Il trentino viene ripreso a circa 25 chilometri: Van Avermaet, Stybar, Moscon, Langeveld e Stuyven. Boonen e Sagan non si vedono più tra i migliori. Il temuto Carrefour miete le ultime vittime e davanti restano Van Avermaet, Stybar e Langeveld, che entrano per primi al velodromo. Negli ultimi metri i tre battistrada si studiano, rallentano e aspettano il momento giusto. Moscon rientra e prova sorprendere tutti lanciando una volata lunga, ma è Van Avermaet ad alzare la breccia al cielo.

 

 

 

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