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Attualità | 10 settembre 2026 | 17:00

Precipita per 5 metri arrampicando all'interno di una delle grotte più estese della Bosnia: una speleologa italiana si trova con la caviglia rotta ad un'ora e mezza dalla via d'uscita

La Pećina Provalija (Grotta dell'Abisso) è una delle più estese cavità della Bosnia ed Erzegovina con oltre 4.100 metri di sviluppo esplorato. La speleologa bolognese aveva percorso un lungo tratto al suo interno quando è avvenuto l'incidente. L'evacuazione, effettuata tramite un'intervento di alcuni tecnici italiani presenti sul posto e del soccorso alpino bosniaco, ha richiesto più di nove ore

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Si è concluso alle 16:00 del 10 settembre un intervento di soccorso speleologico presso la Pećina Provalija (Grotta dell'Abisso), una delle più estese cavità della Bosnia ed Erzegovina con oltre 4.100 metri di sviluppo esplorato, situata nei pressi di Nevesinje. Vittima dell'incidente, avvenuto nella serata del 9 settembre, è stata una speleologa italiana che si trovava in zona per un campo esplorativo organizzato dal Gruppo Speleologico Bolognese.

 

La speleologa italiana è precipitata per circa cinque metri nel corso di un'arrampicata esplorativa, riportando una sospetta frattura scomposta della caviglia. Il punto dell'infortunio si trovava a circa un'ora e mezza di progressione dall'ingresso della grotta, lungo un tratto a sviluppo prevalentemente suborizzontale.

 

Alla spedizione partecipavano speleologi provenienti da diverse regioni italiane. Tra i partecipanti erano presenti sei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), provenienti dalle delegazioni di Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto.


I soccorritori hanno immediatamente raggiunto la ferita, provvedendo alla sua messa in sicurezza, alla somministrazione di antidolorifici e generi di conforto e al consulto telefonico con una dottoressa appartenente al CNSAS piemontese - specializzata in interventi di soccorso medicalizzato in ambiente impervio - che ha fornito le prime indicazioni sanitarie per la gestione dell'infortunio.

 

Valutata la complessità dello scenario e le difficoltà morfologiche del recupero, i tecnici hanno allertato il Delegato della XII Delegazione Speleologica Emilia-Romagna e il Responsabile nazionale del Soccorso Speleologico. Il CNSAS ha quindi attivato, attraverso la European Cave Rescue Association, la Gorska Služba Spašavanja Bosne i Hercegovine, il Servizio di Soccorso Alpino della Bosnia ed Erzegovina, che ha assunto la direzione delle operazioni di soccorso intervenendo sul posto con 15 tecnici specializzati.


Nel corso delle prime 18 ore dall'incidente, i tecnici italiani presenti nella spedizione hanno completato l'attrezzamento dei principali punti critici del percorso di evacuazione, realizzando in particolare le teleferiche necessarie per il trasporto della barella nei tratti più impegnativi e collaborando con le squadre bosniache durante tutte le fasi del recupero.

 

L'evacuazione è iniziata alle ore 6:30 del 10 settembre. L'infortunata è rimasta sempre cosciente e collaborativa e, alle ore 12:00, con l'ingresso della prima squadra del soccorso speleologico bosniaco, era già stata completata circa la metà del percorso verso l'uscita. Una successiva valutazione del tratto finale della grotta, particolarmente stretto e impegnativo, ha consentito di escludere la necessità delle complesse operazioni di disostruzione inizialmente ipotizzate. È stato comunque necessario procedere al disgaggio di alcune rocce che avrebbero impedito il passaggio della barella.


All'esterno della cavità la ferita è stata affidata al personale sanitario del servizio di soccorso bosniaco e trasferita in ambulanza all'ospedale. Le operazioni si sono concluse alle ore 16:00 del 10 settembre.

 

Il CNSAS desidera esprimere un sincero ringraziamento alla Gorska Služba Spašavanja Bosne i Hercegovine per la professionalità, la disponibilità e l'eccellente collaborazione dimostrate. L'intervento conferma il valore della rete di cooperazione tra i servizi di soccorso speleologico europei e l'importanza dei rapporti costruiti attraverso la European Cave Rescue Association, fondamentali per garantire un rapido ed efficace supporto reciproco negli interventi internazionali.


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