Sulle Alpi arriva l'esoscheletro, un aiuto a motore e batterie per camminare in montagna con meno fatica: "Pensando potesse essere utile anche qui, ho contattato i produttori, in Cina"

Pesa circa due chili, batteria inclusa. I materiali utilizzati sono alluminio aeronautico, fibra di carbonio e lega di titanio, la batteria è da 5000mAh e garantisce in media 40.000 passi con un programma medio. Permette di avere un importante aiuto muscolare: agevola il sollevamento e la distensione della gamba, togliendo fatica a quadricipiti e ginocchia. Incuriositi, l'abbiamo provato

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
A Sauris, sulle Alpi Carniche, ma anche a Livigno in Lombardia e in Val di Non in Trentino, c’è un modo nuovo di salire in montagna. Diverso. Posando i piedi sui sentieri, sì, ma in una modalità che promette meno fatica: indossando l’esoscheletro. È una sorta di cintura con motore e batterie da fissare nella parte bassa della schiena, dei braccetti mobili che scendono dalle anche verso le cosce e dei supporti morbidi, sopra il ginocchio, da fissare. Pesa circa due chili, batteria inclusa. I materiali utilizzati sono alluminio aeronautico, fibra di carbonio e lega di titanio, la batteria è da 5000mAh e garantisce in media 40.000 passi con un programma medio. L’esoscheletro (chiamato anche hypershell) permette di avere un importante aiuto muscolare: agevola il sollevamento e la distensione della gamba, togliendo fatica a quadricipiti e ginocchia, in primis.
Da inizio settembre gli esoscheletri hanno iniziato a farsi notare sulle Alpi italiane. “Ne avevo letto già più di un anno fa, avevo capito come fosse molto utilizzato per il turismo, in Cina. Hanno percorsi lunghi, scale infinite. Pensando che potesse essere utile anche a Sauris, dove abbiamo dislivelli importanti, ho cercato di contattare i produttori, in Cina”. Chi parla è Roberto Manganini, titolare di un negozio di abbigliamento sportivo e accessori outdoor a Sauris di Sopra, in provincia di Udine, al confine con il Cadore. “Verificando le caratteristiche e le peculiarità degli hypershell in commercio ho scelto quelli della Navee, che secondo il mio punto di vista hanno il miglior rapporto qualità – prezzo, e li ho contattati. Sino a luglio non avevano un venditore in Italia, appena ce n’è stato uno ci siamo visti, mi ha fatto provare il dispositivo, che ho proposto anche come “test” ad alcuni clienti in negozio, e ne ho ordinati subito 10. Ne sono arrivati prima 5, gli altri con un po’ di ritardo perché gli ordini erano tanti ed erano un po’ in affanno”, aggiunge Manganini. “Oltre a me so che li hanno consegnati anche a due negozi di articoli sportivi a Livigno e in Val di Non. Il filone commerciale principale, in realtà, è quello dei grossi centri commerciali, come Unieuro, Sme e Mediaworld. Ma sono dispositivi che vanno spiegati e provati, credo che il negozio di articoli sportivi sia più adatto per avvicinare la clientela”, aggiunge. Stanno iniziando a proporlo anche dai tour operator che organizzano giri cittadini a Roma e in altre città d’arte.
“Quello che proponiamo è un modello che nasce proprio per le attività ricreative. Esistono hypershell per la riabilitazione, per la logistica o i lavori faticosi, e poi questi, nati per fare trekking, ma anche sci alpinismo o bici”, continua, entusiasta, Manganini. “Lavorano con una app, puoi gestire l’uscita come vuoi, privilegiando performance o durata, l’alzata della gamba o la spinta, ottimizzando un vero allenamento o una semplice passeggiata con meno fatica. Hai due modalità, sport e comfort, e sei livelli di assistenza. Inoltre l’apparecchio è dotato di intelligenza artificiale ed è capace di riconoscere le capacità di spinta e le simmetrie del corpo: nel caso in cui un lato sia meno performante aiuta ad equilibrare la spinta”, aggiunge il titolare del negozio di Sauris, Roberto Sport, dove l'esoscheletro viene proposto a noleggio. Si adatta a persone alte da 160 a 190 centimetri, si allarga al massimo, in linea retta, a 47 centimetri (all’altezza della zona lombare) e poi si regola, stringendolo in vita e sui cosciali.
L’ho provato, incuriosita. Sono partita subito in salita, sbagliando, perché le gambe vengono alleggerite parecchio e la prima sensazione è di non riuscire a star dietro alla spinta delle cosce. Conviene iniziare su un falso piano, calibrare la spinta con la propria falcata: meglio fare passi belli spinti e ampi e poi mantenere il ritmo, salendo. È utile anche in discesa: toglie fatica al quadricipite e al ginocchio, stabilizzando il bacino. Ci si sente decisamente più centrati.
“Ho pensato di portarlo a Sauris perché la maggior parte dei sentieri non sono difficili a livello tecnico, ma sono faticosi, con pendenze impegnative”, aggiunge Roberto Manganini. “Credo possa aiutare chi semplicemente non ce la fa e chi magari programmava un’uscita con parte del percorso da affrontare in automobile e invece può farcela camminando, con l’hypershell. È un modo semplice per mantenersi in movimento, anche se non si è al massimo della forma o si rientra da un infortunio. E permette di regalarsi qualche bella gita in montagna, non troppo faticosa. Anche con gli sci, in inverno, o in bici”, conclude.











