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Lupi, il ministro Galletti: "Non si spara almeno per due anni". Dallapiccola: "Proposta assolutamente insufficiente"

Il contenuto della bozza del nuovo 'Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia' prevede la possibilità di abbattere il 5% degli esemplari presenti sul territorio, ma non prima di due anni. Dissenso anche da parte di Alto Adige, Toscana e Veneto

Pubblicato il - 01 dicembre 2017 - 20:57

ROMA. E' un 'no' deciso quello di Trentino e Alto Adige la risposta alla proposta del ministro all'ambiente Gian Luca Galletti, che prevede la possibilità di abbattere esemplari di lupo in casi particolari, comunque non superiori al 5% del totale della colonia presente sul territorio e non prima di due anni. Trentino e Alto Adige, nel corso di una riunione della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si è tenuta il 30 novembre a Roma, hanno espresso il loro dissenso insieme a Toscana e Veneto, altre due regioni nelle quali la presenza del lupo è vissuta come una problematica rilevante.

 

Assolutamente insoddisfatto dalla proposta ministeriale l'assessore alle foreste della Provincia autonoma di Trento, Michele Dallapiccola. "Le proposte per la gestione del lupo, del ministro Galletti – dichiara l'assessore - sono da considerarsi assolutamente insufficienti". Il problema, secondo l'assessore, risiede specialmente nelle tempistiche e nei meccanismi che non darebbero la sufficiente libertà di movimento. "La deroga di due anni – continua Dallapiccola - e il fatto che tutte le regioni invochino meccanismi di gestione diversi ci hanno obbligato a rispondere che questi due anni vengano investiti sicuramente in maniera migliore, anziché aspettare l'applicazione di una legge inutile. Si elabori una proposta molto più confacente alla presenza del lupo nel nostro territorio".

 

Una battaglia, quella dell'assessore Dallapiccola, iniziata a settembre scorso con una nota inviata al Ministero, nella quale si evidenziava come in Trentino e nelle aree confinanti si fosse assistito ad un considerevole aumento del numero di branchi e di coppie nell'ultimo biennio, chiedendo quindi più flessibilità nell'applicare il regime di tutela del lupo e un’analisi più precisa della presenza dell’animale, basata sui dati più recenti. Probabilmente una battaglia che non cambierebbe un granché, visto che gli esemplari di lupo in Trentino non superano le venti unità e un abbattimento del 5% significherebbe poco meno di un esemplare (a differenza della Toscana, regione in cui i lupi hanno superato i 500 esemplari).

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