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Il settore lattiero-caseario dell'Alto Adige rinuncia al glifosate. In Trentino per ora si è fermi ai buoni propositi

Il presidente della Federazione Latterie Alto Adige, Joachim Reinalter ha annunciato che da luglio tutte le superfici foraggere saranno ''glifosate free''. Un passo in avanti verso la sostenibilità e un'ottima mossa di marketing. In Trentino ogni anno si promette sarà l'ultimo ma al momento non si muove foglia

Di Luca Pianesi - 19 giugno 2018 - 12:54

TRENTO. Glifosate addio, almeno in Alto Adige, su tutte le superfici foraggere. A partire da luglio infatti gli altoatesini rinunceranno completamente al discusso erbicida agganciando, come spesso accade, i trend di mercato e presentandosi alla sfida globale del settore lattiero-caseario con un'arma in più, quella della salubrità dei prodotti, mentre in Trentino si discute e si annunciano rinunce epocali (forse anche esagerate) ma ancora non si muove foglia.

 

La Provincia di Bolzano, invece, va diritta all'obiettivo e lo fa non con il presidente della Federazione Latterie Alto Adige, Joachim Reinalter che annuncia come da luglio tutte le superfici foraggere saranno ''glifosate free''. "Ci assumiamo la nostra responsabilità verso la sostenibilità - spiega all'Ansa - tanto seriamente quanto quella verso i nostri clienti, il nostro territorio, i nostri bambini e il nostro ambiente". 

 

Secondo il Circ (il centro internazionale per la ricerca sul cancro), in laboratorio il glifosato provoca danni genetici e stress ossidativo (l'eccessiva produzione di radicali liberi, ndr), ma negli studi nell'uomo la cancerogenicità non è stata ancora dimostrata con assoluta certezza. Il 20 marzo 2015 International Agency for Research on Cancer l'ha inserito nella lista dei "cancerogeni probabili". Questo basta per Reinalter. "Il glifosato è sospettato di essere cancerogeno - spiega ancora - e già questo sospetto per noi è motivo sufficiente per rinunciare completamente, in futuro, a questo particolare fitosanitario".

 

In Provincia di Trento, invece, è da un po' di tempo che si parla di glifosato e della sua abolizione. Addirittura nel settembre 2016 il consigliere dei 5 Stelle Degasperi esultava perché era stata approvata una sua mozione che impegnava la Pat “a vietare l’utilizzo del principio attivo glifosate". Un anno fa se ne era riparlato con un'interrogazione del consigliere Bezzi e con Degasperi che gli replicava con un comunicato stampa intitolato ''Glifosato: grazie al movimento 5 stelle in Trentino è già stato messo al bando''.

 

A Bezzi e Degasperi va dato atto di aver almeno portato la questione in aula ma la realtà è che ancora a febbraio di quest'anno Dallapiccola alla presentazione di AgriAcma (la fiera delle macchine agricole che si è svolta a marzo a Riva del Garda) ha dimostrato che poco o nulla si è mosso e ha annunciato che, "forse, già da quest'anno potrebbe esserne vietato l’utilizzo sulle coltivazioni del nostro territorio". Insomma la politica, dalle opposizioni alla maggioranza, sono anni che in Trentino fa e disfa, applaude e fa proclami (tolto poi l'impegno autonomo di singoli comuni sensibili all'argomento) ma alla prova dei fatti le cose sono cambiate ben poco e il nostro territorio resta il secondo in Italia dove si trova la maggior quantità di principi attivi per ettaro di superficie agricola utilizzata come ha certificato l'Ispra (Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale) nel nuovo "Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2018".

 

Forse da quest'anno il glifosate verrà messo davvero al bando in Provincia di Trento (in realtà il ragionamento è complesso perché rinunciarvi vuol dire sostituirlo con altri prodotti e bisogna capire se il gioco valga la candela per ogni tipo di coltivaizione anche in termini di salute) ma intanto l'Alto Adige fa un passo avanti concreto e lo farà già tra 10 giorni.

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