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Dai 50 ettari di biologico in più ad un protocollo per la tutela delle api: ecco gli obiettivi per il 2022 di Apot

Anche quest'anno non è mancato l'appuntamento di Apot per fare il punto sui risultati perseguiti dai frutticoltori trentini, e per presentare gli obiettivi per il 2022. "Il cammino prosegue, senza incertezze, prendendo in carico anche le osservazioni critiche ma professionali che ci vengono poste e rispondendo allo stesso tempo con numeri e fatti"

Di L.B. - 22 aprile 2021 - 13:21

TRENTO. E’ stato presentato oggi, 22 aprile, per la seconda edizione, il bilancio della sostenibilità da parte di Apot (Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini). Tanti sono i temi che sono stati toccati, dal livello di qualità dell’acqua presente sul territorio provinciale, alla situazione delle api e apicoltori, all'agricoltura biologica.

 

Anche quest’anno Apot non ha fatto mancare l'appuntamento per fare il punto sui risultati raggiunti durante il 2020 ma non solo. Apot guarda infatti al futuro, e durante la conferenza stampa ha anche presentato quelli che sono i numerosi e anche ambiziosi obiettivi per il 2022.

 

Partendo dal tema della gestione dell’acqua, per il 2022 gli obiettivi sono 3. L’inserimento del tema irrigazione nella formazione dei frutticoltori, lo sviluppo delle tematiche connesse alla qualità dell’acqua nella formazione dei frutticoltori e la georeferenziazione territoriale delle informazioni di sistema.

 

Un tema strettamente interconnesso con il tema dell’acqua, è quello dell'uso dei fitosanitari. “Nel presentare questi dati vogliamo dimostrare che non c’è nulla da nascondere, e infatti ciò che emerge è che c’è stata una forte riduzione dell’uso dei fitosanitari ogni anno negli ultimi 9”, spiega Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot. “Nell'arco di questo tempo infatti anno siamo passati da 5,2 grammi al metro quadro di impegno di sostanze chimiche, a 3,6 grammi al metro quadro e cioè circa il 30% in meno. Per il 2022 l’obiettivo è scendere ancora dello 0,6 % riducendo quindi il trend di un altro 10%”.

 

Parliamo poi del glifosato. “Dal 2016 al 2019, la sua distribuzione in Trentino è diminuita di circa il 50%”, spiega Dalpiaz. “Per quanto riguarda il chlorpyrifos, nel 2012 è iniziato il percorso per ridurre la sua presenza, e già nel 2018 sul territorio provinciale abbiamo attestato la sua scomparsa”.

 

“In Trentino c’è una continua e forte interazione tra bosco e coltura”, spiega invece il presidente di Agroter Group Roberto Della Casa sul tema ambiente. “Al momento non abbiamo un problemi sulla quantità di bosco, ma in futuro potremmo attivare iniziative che guardino alla salvaguardia di siti naturalistici”.

 

Tra i dati forniti da Apot, inoltre, c’è quello riguardo le api, vere e proprie sentinelle dell’ambiente. “Dal 2006 al 2019 le arnie sono passate da 24 mila a 32 mila. Possiamo parlare quindi di un trend positivo”. Per quanto riguarda questi piccoli e preziosi insetti, anche a loro è "dedicato" un obiettivo per il 2022: la realizzazione di un protocollo specifico per la tutela degli insetti pronubi condiviso con le associazioni di apicoltori trentini.

 

Altro tema importante è quello del biologico. Ad oggi, in Trentino, sono presenti circa mille ettari di terreno coltivato secondo un’agricoltura biologica. “Per il 2022 l’obiettivo è quello di consolidare questo dato importante, aggiungendo circa altri 50 ettari di nuovi impianti”.

 

Sulle emissioni di CO2, secondo l’Epd (Enviromental Product Declaration), la frutticultura trentina è uno dei più virtuosi areali di produzione in Italia e ha registrato un miglioramento di 0,4 chili di Co2 equivalente per ogni chilogrammo di mele prodotte rispetto agli inizi del decennio e pari al 21%. 

 

Durante la conferenza si è anche rimarcata la presenza delle “prestigiose” celle ipogee di Melinda. In totale sono 34 e si trovano a 300 metri di profondità, dove ogni anno vengono conservate 30 mila tonnellate di mele. “L'energia risparmiata che si ottiene grazie a questa tecnica è pari a quella prodotta da una città con 13 mila abitanti”. Per il 2022, l’obiettivo è di ospitare nelle celle ben 40 mila tonnellate di mele.

 

Un altro, che come tutti si dimostra lavorare in chiave sostenibile, è quello di arrivare nel 2022 ad adottare unicamente l’utilizzo di imballaggi ecosostenibili, dimenticando quelli prodotti con materiali di sintesi.

 

“Ben 11 dei 17 target dell’agenda Onu 2030 sono dentro al progetto per lo sviluppo sostenibile del Trentino di Apot", ha infine detto Dalpiaz. "Un chiaro segnale che indica che la direzione in cui vogliamo andare è quella giusta".  

 

Il sistema ortofrutticolo trentino è da sempre molto attento al tema della salubrità dei prodotti, tanto che continua ad utilizzare un apposito sistema di controlli particolarmente stringente. Dai controlli sui residui nelle mele, infatti, emerge che, negli ultimi quattro anni, sui 1.874 campioni analizzati il 99% è risultato conforme. Più in dettaglio, nell’arco temporale 2016 – 2019 sono state ricercate 886.034 sostanze attive, di cui il 99,9% ha dato risultato “non rilevabile” o con residuo inferiore al 30% del limite massimo ammesso dalla legge.

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