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| 23 feb 2022 | 20:31

Mercalli: "L'agricoltura è la più colpita dalla trasformazione ambientale, servono risposte urgenti". Api, comparto agricolo e ambiente, le priorità nelle sfide sul clima

Al Convegno periodico di Apot, rivolto agli operatori del settore agroalimentare regionale e nazionale, sono intervenuti molti esperti e studiosi con l'obiettivo di richiamare l’attenzione ai cambiamenti climatici in atto e all'impatto che questi generano nel mondo delle api e dell’agricoltura. Un segnale di allarme per la biodiversità, dato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente

Mercalli: "L'agricoltura è la più colpita dalla trasformazione ambientale, servono risposte urgenti"
di Redazione

TRENTO. "Non è sufficiente finora quello che abbiamo fatto di fronte alla gravità dell’innalzamento delle temperature, ma possiamo intervenire, ascoltando la scienza e l’enorme massa di dati a nostra disposizione, senza continuare a negare il riscaldamento climatico". Sono state queste le parole di Luca Mercalli, presidente Società Meteorologica Italiana e giornalista scientifico, al consueto Convegno periodico di Apot, Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, quest’anno dal titolo "AAA: Api, Agricoltura e Ambiente. Tre priorità nelle sfide sul clima" che si è tenuto il 23 febbraio al Teatro Sociale di Trento. "Possiamo moderare i danni - ha aggiunto - se agiamo subito e con decisione, perché di fronte a quello che abbiamo di fronte non ci esistono vaccini".

 

Il messaggio che è emerso da tutti gli interventi , visibili in versione integrale al sito di Apot (Qui), è univoco: "Il cambiamento climatico in atto - riporta Apot - ci pone di fronte a urgenti risposte, e fra tutti i comparti colpiti da questa trasformazione ambientale, quello agricolo è il più esposto. Ciò significa allora che proprio l’agricoltura sarà il driver trainante cui convogliare risorse e ricerche, attraverso il quale poter affrontare un futuro sostenibile per la sopravvivenza". 

 

Il cambiamento climatico, tema centrale dell’evento, è stato approfondito attraverso l’esperienza di Mercalli, che ha presentato lo scenario attuale, in termini di surriscaldamento planetario, indicando l’agricoltura come il comparto sì più colpito, ma anche chiave di volta per mettere in atto un atteggiamento di tutela globale da parte di tutti. 

 

L’evento rientra nelle attività programmate del "Progetto Trentino Frutticolo Sostenibile", l’iniziativa di monitoraggio e mappatura del territorio che dal 2016 Apot promuove con l’obiettivo di condividere con la comunità locale lo stato di salute dell’ambiente frutticolo trentino, alla ricerca di soluzioni per il miglior sviluppo sostenibile. Il Convegno, rivolto agli operatori del settore agroalimentare regionale e nazionale, oltre che al pubblico, ha visto l’intervento di molti esperti e studiosi. L’obiettivo è stato richiamare l’attenzione ai cambiamenti climatici in atto e all'impatto che questi generano nel mondo delle api e dell’agricoltura; un tema sensibile, visto che come evidenzia la Fao, tre coltivazioni su quattro dipendono fortemente dall’impollinazione e che la qualità dei prodotti dipende in misura importante dall’attività delle api. Ma anche un segnale di allarme per la biodiversità, dato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente.

 

L’evento è stato introdotto da Ennio Magnani, presidente Apot: “Dall’inizio del progetto di informazione sulle attività di Apot e delle Op Melinda e 'la Trentina' sono passati 6 anni e, come ormai consuetudine, ci incontriamo per dialogare su questo percorso di evoluzione del modo di fare frutticoltura. Prosegue così quel percorso di 'impegnoverso obiettivi di sostenibilità che cercano di accompagnare e avvicinare la frutticoltura verso le istanze dei cittadini e dei territori". I numeri perciò "ci dicono che stiamo rispettando gli impegni, ma ci suggeriscono anche qualche riflessione più orientata a un futuro che dovrà guardare con profonda attenzione all’organizzazione dell’informazione, all’innovazione tecnologica, all’agricoltura di precisione e alla genetica intelligente, come nuovi strumenti necessari per realizzare il sogno 'verde'". Si è parlato di api, "su cui abbiamo aperto un capitolo di confronto importante - ha proseguito - proprio per migliorarci. Ma anche noi siamo un po’ come le api, cioè a rischio, e il confronto quindi deve essere più attento, equilibrato e rispettoso da parte della società civile e da parte della politica verso le criticità dell’agricoltura. La Natura, come dico sempre, è il nostro datore di lavoro. Oggi aggiungo che la sostenibilità è fatta anche di rispetto, per la Natura e per le persone".

 

L’appuntamento 2022 è stato inoltre l’occasione per presentare attraverso le parole di Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot, i risultati dei controlli della campagna agraria 2021 e i trend dei principali indicatori del progetto di sostenibilità. È emerso un quadro in significativo miglioramento, ma con alcune aree di residua criticità verso le quali saranno indirizzati gli sforzi di miglioramento nel prossimo futuro. Tra i risultati ottenuti nel 2021, spiccano il trend di riduzione dell’impiego di fitofarmaci, che passano da quasi 52 chilogrammo su ettaro nel 2012 a poco più di 30 chilogrammo su ettaro nel 2020 (-42% sul 2012). Nel 2021 è stato ulteriormente affinato il metodo di calcolo del "rischioconnesso all’impiego di fitofarmaci, con l’adozione del l’Indice di Rischio armonizzato (Hri) impiegato a livello comunitario. Anche in questo caso la riduzione è molto significativa e, fatto 100 il rischio all’anno 2014, le scelte tecniche introdotte dal sistema Apot in collaborazione con il Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione E. Mach hanno portato a una riduzione dei rischi associati all’impiego di fitofarmaci di oltre il 43% in sei anni. Confermati i confortanti risultati riguardanti la biodiversità dei suoli trentini e la fase di assestamento del progetto di coltivazione biologica del mele.

 

L’intervento dei ricercatori della Fondazione E. Mach ha portato un grande contributo alla conoscenza del rapporto tra fitofarmaci e apicoltura, con significativi miglioramenti di alcuni aspetti ma anche il permanere di elementi di criticità, verso cui saranno indirizzati gli sforzi del sistema frutticolo per modellare nel miglior modo possibile le strategie di utilizzo dei fitosanitari sulle esigenze degli apicoltori e delle api nei periodi di maggiore sensibilità.

 

Giulia Zanotelli, assessora all'Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca della Provincia Autonoma di Trento ha chiuso la serie di interventi: "Lasciatemi sottolineare il grosso lavoro che la Provincia ha fatto e che si impegna a fare sui tre temi trattati oggi, agricoltura, api, clima. Il percorso che abbiamo condotto in questi anni è sempre stato fatto in collaborazione con il mondo della ricerca, la Provincia ha tutta l'intenzione la volontà come dimostrato fino ad oggi, di accompagnare il comparto agricolo nelle sfide che ci attenderanno; aggiungo che un'altra sfida su cui dovremo lavorare , un’altra A, è l’acqua, di fronte alla quale il Trentino è stato apripista ed è oggi protagonista a livello nazionale. Agganciandomi alla recente legge sul biologico, sottolineo infine l’importanza della promozione e valorizzazione delle nostre produzioni, per coniugarne la qualità ma anche l'aspetto bucolico; i distretti del cibo che abbiamo voluto inserire all'interno della legge Provinciale sull’agricoltura, vanno in questa direzione, costituiscono una sfida che dobbiamo saper cogliere per garantire al nostro territorio la competitività che merita".

 

Molto apprezzato il contribuito apportato dalle sotriche cantine toscane Marchese Antinori, attraverso la testimonianza dell’amministratore delegato Renzo Cotarella (intervistato da Roberto Della Casa, docente dell'Università di Bologna e responsabile scientifico di Agroter) che ha raccontato la storia di questa unica realtà agricola italiana, che per prima ha saputo cogliere l’importanza del legame con il proprio territorio:  "La nostra logica imprenditoriale è proiettata alla bellezza, alla qualità, alla comunicazione emozionale dei luoghi dei nostri vigneti, alle interazioni con il territorio. Gran parte del valore del vino è emozionale, quindi legato anche al territorio dove viene realizzato: per questo il territorio deve far parte della comunicazione. E se il territorio dà tanto all'azienda, l'azienda deve lasciare tanto al territorio: è una comunione voluta".

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