Siccità e caldo torrido, a rischio la biodiversità. Bruciano i fiori, è allarme per le api senza cibo. Facchinelli: ''Siamo in campo con acqua e zucchero per aiutarle''
Le api non stanno trovando fonti di nettare e intere famiglie rischiano di morire. Gli apicoltori trentini stanno fornendo l'alimentazione con acqua e zucchero ma la situazione non è semplice. Lo shock termico rischia di far morire i fuchi e intanto anche questo settore deve fare i conti con l'aumento dei costi

TRENTO. Una delle spie importanti degli effetti deleteri del cambiamento climatico sul mondo vegetale e animale, è rappresentata dalle api messe a dura prova in queste settimane dalla siccità e dal caldo rovente. Una situazione talmente grave che ha messo in allerta gli apicoltori trentini.
“Il problema che abbiamo ora è che le nostre api non stanno trovando fonti di nettare, con questo caldo i fiori sono stati tutti bruciati” spiega a il Dolomiti il presidente degli Apicoltori Trentini, Marco Facchinelli. Un problema che va avanti da diverse settimane e che rischia di mettere in pericolo anche la formazione di intere future “famiglie”. Proprio per questo gli apicoltori si sono attivati per aiutarle.
“Siamo costretti ad intervenire – ci spiega Facchinelli – con sciroppi a base zuccherina non troppo concentrati per dargli da mangiare . L'impegno che stiamo mettendo ora è tutto per salvare le famiglie”.

Purtroppo il persistere della siccità sta avendo effetti devastanti su tutta la vegetazione e la biodiversità esistente. “L'unica cosa che possono fare ora gli apicoltori nella situazione in cui ci troviamo è quella di fornire una alimentazione adeguata – continua Marco Facchinelli – e la speranza è che anche questa volta le api riescano a farcela”.
Un problema, quella dell'alimentazione per le api, che va ad unirsi ad un altro di cui si è parlato molto nelle scorse settimane e che solo in parte risulta essere superato. Per colpa del caldo, infatti, i maschi delle api potrebbero morire perché si trovano a fare in conti con uno shock termico dovuto alle elevatissime temperature che provoca l’espulsione dell’endofallo, l’organo genitale dei fuchi che finisce poi per esplodere. “Questo fenomeno – ci conferma Facchinelli – lo abbiamo visto nelle scorse settimane ma ora il problema principale è quello dell'alimentazione, l'impegno è quello di tenere in vita le famiglie di api che abbiamo”.
E se da un lato ci si concentra sulla sopravvivenza delle api, dall'altro in tanti si trovano anche in questo settore a fare i conti con l'aumento dei costi complice anche il caro carburante e l'aumento dei prezzi dei prodotti utili alla produzione come vasetti e coperchi. “Basta un esempio per capire la situazione – ci dice il presidente degli apicoltori – il costo dei vasetti usati per il miele è raddoppiato”.














