Mai così caldo: in Veneto radicchi scoloriti, in Puglia i cormorani sono diventati stanziali e decimano il pesce. Le api si risvegliano e le mimose già fioriscono
La denuncia di Coldiretti che analizza la situazione generale dopo l'anno più caldo di sempre con 1,15 gradi in più di media rispetto alla serie storica del periodo 1991-2020. ''L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno già superato quest’anno i 6 miliardi di euro''

TRENTO. Dopo l'anno più caldo mai registrato in Italia con una temperatura media superiore di 1,15 gradi e la caduta del 30% di precipitazioni in meno rispetto alla media storica del periodo 1991-2020, il primo mese del nuovo anno non fa ben sperare per il prossimo futuro. I dati sono frutto dell'elaborazione Coldiretti sulla base degli studi di Isac Cnr che rivela temperature dal 1800 e il risultato è sotto gli occhi di tutti: in Veneto i radicchi sono scoloriti e senza il freddo non riescono ad arrivare a maturazione; in Puglia i cormorani si stanno moltiplicando facendo una vera e propria strage negli allevamenti di pesci; in Trentino le cimici si sono già risvegliate tornando in azione con il loro carico di danni.
Ma più in generale un po' ovunque piante come mimose, noccioli, limoni, ciliegi stanno gemmando e le api si risvegliano in anticipo dagli alveari. La situazione è molto complicata perché in caso di gelate (fisiologiche in questo periodo dell'anno) a questo risveglio anticipato della natura seguiranno bruschi stop che potrebbe compromettere i raccolti primaverili e la produzione per esempio del miele.
''Nelle campagne venete - sottolinea la Coldiretti - le foglie di radicchio non arrivano ad assumere la tipica colorazione e le caratteristiche per essere raccolte e messe in commercio con perdite per almeno il 30% proprio a causa della temperatura che non si abbassa, con le piante che continuano a crescere in altezza e vanno a seme, ma non produrranno nulla. Dall’altra parte dell’Italia a preoccupare sono i cormorani che da migratori sono diventati stanziali in Puglia dove si sono moltiplicati con il caldo anomalo con danni alla pesca negli allevamenti, in mare ed in laguna. Ogni Cormorano mangia fino a 10 chilogrammi di pesce al mese, oltre 300 grammi al giorno, lasciando tra l’altro pesci feriti nell’attività predatoria e con il rischio della diffusione di malattie e parassiti. E’ ormai una vera e propria emergenza alla luce dei danni provocati all’attività dell’itticoltura e alla vita stessa dei pesci nei mari. L’attività predatoria dei cormorani sottopone a forte stress la vita marina poiché è talmente intensa da non permettere la crescita, lo sviluppo e la riproduzione delle specie di cui si nutrono”.
''In realtà la natura è in tilt per il caldo anomalo lungo tutta la Penisola con le mimose già fiorite con mesi di anticipo rispetto alla festa della donna dell’8 marzo ma tutte le coltivazioni a partire dalla frutta sono ingannate dal clima e si stanno predisponendo alla ripresa vegetativa con produzioni a rischio con il probabile arrivo del freddo e del maltempo. A preoccupare - spiega la Coldiretti - è la concreta possibilità che nelle prossime settimane le repentine ondate di gelo notturno brucino fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti futuri''.
Coldiretti continua il suo quadro sulla situazione generale passando alle api disorientate dalle alte temperature che si stanno risvegliando uscendo dagli alveari con il pericolo concreto di venire decimate dall’arrivo del freddo. ''Si accentua - prosegue Coldiretti - dunque la tendenza al surriscaldamento in Italia dove la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine dopo il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020. Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. L’agricoltura - conclude la Coldiretti- è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno già superato quest’anno i 6 miliardi di euro”.













