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Il freddo mette in difficoltà api (e apicoltori), l'allarme: "Se le condizioni meteo non dovessero migliorare molte colonie potrebbero non farcela"

Dopo alcuni giorni di caldo le temperature sono precipitate e a risentirne non sono state soltanto le colture ma anche le api. L'esperto: "La situazione è grave: ora come ora siamo sul chi va là, perché se il freddo dovesse protrarsi saremo costretti ad alimentare le api 'artificialmente' e molte colonie potrebbero non farcela. Queste settimane non stanno facendo altro che dare l'ennesima batosta agli apicoltori"

Foto archivio
Di S.D.P. - 24 aprile 2024 - 06:01

TRENTO. La produzione di miele di melo e tarassaco per questa stagione "è pari a zero". E anche quella di miele d'acacia, se il freddo dovesse protrarsi a lungo, potrebbe saltare. A lanciare l'allarme è l'associazione Apicoltori trentini attraverso la voce del presidente Marco Facchinelli, che a Il Dolomiti spiega: "Con l'arrivo del caldo le api avevano cominciato a produrre. Poi, il brusco calo delle temperature ha fermato la produzione e quel poco miele che c'era è stato mangiato per garantire la sopravvivenza degli insetti". 


Purtroppo, non è il primo anno che succede: "Ormai si alternano annate buone ad altre (completamente) 'da dimenticare' - riferisce Facchinelli -. Da parte nostra non possiamo che 'adeguarci' al meteo ed alle temperature, intervenendo se necessario. L'anno scorso, ad esempio, avevamo dovuto nutrire le api con con lo zucchero (sciolto in acqua ndr), forma di alimentazione utilizzata un tempo come 'soccorso' in caso di necessità ma che oggi sta diventando una prassi quasi di routine".

 

"20192021 e 2023 sono state annate disastrose - prosegue nell'analisi - speriamo non sia il caso anche di questa". Ad aggiungersi alle dichiarazioni del presidente degli Apicoltori trentini è anche il naturalista, entomologo, ricercatore alla Fondazione Edmund Mach e presidente di World Biodiversity Association, oltre che apicoltore, Paolo Fontana: "Ci troviamo in una situazione grave, che dipende non tanto da questi giorni di freddo ma dai mesi precedenti", esordisce intervistato da Il Dolomiti.

 

"Il proverbio 'aprile non ti scoprire' suggerisce che i colpi di coda invernali in questo periodo ci sono sempre stati. Il problema per gli apicoltori sta, piuttosto, negli inverni troppo caldi perché, facendo sviluppare precocemente le api, le espongono maggiormente ai ritorni di freddo. Gli apicoltori, dopo una serie di primavere davvero difficili e imporduttive ormai avevano la speranza che le temperature 'reggessero'. Invece, anche quest'anno come negli ultimi anni è stato proprio il mese di aprile a tradirli. Non resta che sperare in un rapido recupero delle condizioni meteo". 

 

Anche lo scorso anno, infatti, le produzioni di miele "primaverili" erano saltate e "quelle estive erano state inferiori alla media - fa sapere Fontana -. Se in primavera le api non producono, le colonie in estate non riescono ad essere performanti come potrebbero", spiega. 

 

E conclude: "Ora come ora siamo sul chi va là, perché se il freddo dovesse protrarsi ancora per qualche giorno saremo costretti ad alimentare le api 'artificialmente', non potremo mettere i melari nelle arnie e toccherà a tutti fare diversi viaggi in più, nonché sostenere ulteriori costi. Insomma, se così fosse molte colonie potrebbero non farcela. Dopo un'annata conclusa male a livello di produzione (in Trentino ma non solo) e con una moria di api avvenuta ad autunno 2023 tra Trentino e Bellunese, queste settimane non stanno facendo altro che dare un'ennesima batosta a tutti noi apicoltori che, nonostante tutto, non molliamo, perché amiamo quello che facciamo ma soprattutto le nostre api". 

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