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| 05 mar 2023 | 09:49

Con la siccità perso 1 vaso di miele su 4, l’allarme di Coldiretti: “Le fioriture anticipate costringono gli apicoltori a partire prima verso le aree montane”

Siccità ed eventi estremi, spiegano da Coldiretti, hanno causato oltre 6 miliardi di euro di danni all’agricoltura italiana: “Le alte temperature e la mancanza di acqua con fioriture anticipate hanno costretto gli apicoltori a portare razioni di soccorso e acqua negli alveari”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Per colpa della siccità la produzione italiana ha perso quasi un vasetto di miele su quattro. È questo l’allarme lanciato da Coltiretti che sottolinea come la produzione nazionale, sia scesa a 23 milioni di chili. “Siccità ed eventi estremi – spiegano dall’associazione di categoria – hanno causato oltre 6 miliardi di euro di danni all’agricoltura italiana”. D’altra parte i dati dell’Osservatorio nazionale miele registrano una produzione 2022 che, seppur migliorata in confronto all’anno nero precedente, è ancora molto distante dai 30 milioni di chili potenziali raggiunti nell’ormai lontano 2010.

 

“Se la carenza di piogge ha consentito voli di raccolta regolari da parte delle api, le alte temperature e la mancanza di acqua con fioriture anticipate – sottolinea Coldiretti – hanno costretto gli apicoltori a partire prima verso le aree montane e a portare razioni di soccorso e acqua negli alveari”.

 

I raccolti della prima parte della primavera e dell’estate hanno sofferto in particolare per le ondate di calore. Il 2022 infatti è stato l’anno più caldo mai registrato prima con la temperatura media superiore di quasi un grado (+0,98°), poi con il 30% di precipitazioni in meno rispetto alla media storica del periodo 1991-2020.

 

Gli apicoltori però hanno dovuto fare i conti pure l’esplosione dei costi legati alla guerra in Ucraina: dai vasetti di vetro alle etichette, dai cartoni al gasolio. “In Italia – precisa la Coldiretti – si consuma circa mezzo chilo di miele a testa all’anno, sotto la media europea che è di 600 grammi ma un terzo rispetto alla Germania, ma vince la biodiversità con più di 60 varietà”.

 

Questo patrimonio però, almeno secondo l’associazione di categoria, è messo a rischio dalle importazioni dall’estero cresciute di quasi il 18% nei primi undici mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, anno in cui il totale delle importazioni è risultato superiore ai 24 milioni di chilogrammi. “Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori” concludono da Coldiretti.

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