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Cinghiali sempre più numerosi, catturato e ucciso un esemplare record da 170 chili. Pace: ''Situazione difficile. Le trappole non funzionano ma gli abbattimenti sì''

L'area di Gardone è sempre più in difficoltà per la presenza di questi animali. Campi devastati e incidenti automobilistici sono sempre più frequenti. Le operazioni di caccia alla braccata e le operazioni di prelievo selettivo sono in piena attuazione. Il presidente della Comunità montana: ''Dal prossimo anno adotteremo un nuovo programma quinquennale ancora più efficace'' 

Immagine repertorio
Di Luca Pianesi - 04 novembre 2019 - 17:43

GARDONE RIVIERA. Un cinghiale del peso di oltre 170 chilogrammi probabilmente più vecchio di 25 anni. Sono questi i numeri dell'esemplare da record che sarebbe stato abbattuto in questi giorni sul Monte Spino, sopra Gardone Riviera. Un cinghiale enorme tra i più grandi mai catturati e abbattuti in tutto la zona del Garda. Ne dà notizia Bresciatoday che aggiunge anche come oltre a questo esemplare la battuta di caccia si sia conclusa anche con la cattura di altri 5 animali, tra cui un altro cinghiale da più di 100 chili.

 

Quel che è certo è che da mesi, ormai, il borgo famoso nel mondo per il Vittoriale di D'Annunzio è letteralmente preso d'assedio da questi animali che si spostano in branchi composti da decine di esemplari causando danni e creando non pochi pericoli. Tantissime i prati distrutti dal grufolare di questi animali e la pagina Facebook ''Sei di Gardone Riviera'' è piena di immagini di questo tipo: dai giardinetti del Residence Villa Alba a Villa Sofia fino a quelli della Chiesa Evangelica, la situazione pare davvero essere sfuggita di mano.

 

Poche settimane fa sulla Gardesana è avvenuto un pericoloso investimento e anche le ''apparizioni'' in centro e nei luoghi abitati della zona sono sempre più frequenti.

 

''La situazione è senza dubbio complicata - spiega a ilDolomiti il presidente della comunità montana Davide Pace - ma le operazioni di prelievo selettivo e di caccia alla braccata stanno andando molto bene anche se il numero di esemplari presenti nelle nostre zone è ormai davvero altissimo. Aspettiamo, poi, fiduciosi il prossimo anno quando arriverà un novo programma quinquennale e le fasi di caccia diventeranno più estese, proprio per affrontare il problema. Quella selettiva verrà estesa da giugno fino al 31 gennaio e quella in braccata nei tre mesi autunnali. A questi poi si aggiungeranno gli interventi di contenimento''.

 

''Quel che è certo - conclude Pace - è che le trappole non servono a niente. Si sono rivelate un fallimento totale e l'unica strada percorribile è quella degli abbattimenti''. Si era tentato, infatti, nelle zone di Gardone alta, Vittoriale e strada Gardesana, a posizionare delle gabbie con esca, nei punti di passaggio di questi animali, per la cattura e l'uccisione successiva. Il progetto, però, non ha, nei fatti, riscosso alcun risultato. Per contenere la presenza di questi animali, privi nella zona di predatori naturali, dunque non resta che l'azione dell'uomo. 

 

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