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Impianto di trattamento fanghi al Navicello, Tonina: ''Progetto convincente e approvato dal Via, criticità superate''

La Provincia rassicura sul progetto per la modifica dell’impianto integrato di ossidazione a umido dei fanghi biologici e dei trattamenti reflui a Rovereto sulle emissioni in atmosfera e sugli odori. Tonina: "Ok anche traffico e costi. Nuovo pozzo per usi connessi al ciclo industriale per evitare impatti sulle acque, in particolare sull'Adige"

Pubblicato il - 04 febbraio 2019 - 16:45

ROVERETO. "Il progetto di modifica dell’impianto integrato di ossidazione a umido dei fanghi biologici e dei trattamenti reflui, realizzato dalla ditta Ladurner al Navicello nel Comune di Rovereto, ha superato l’esame della Via", queste le parole di vicepresidente e assessore all'ambiente Mario Tonina, che aggiunge: "Il riferimento è in particolare alle emissioni in atmosfera e agli odori prodotti dalle lavorazioni".

 

Sul versante delle emissioni, il progetto prevede che tutte le fasi di lavorazione siano presidiate da sistemi di aspirazione, mentre per quanto riguarda gli odori, le soluzioni progettuali adottate consentono di rispettare le soglie di accettabilità del disturbo olfattivo.

 

"La delibera adottata recentemente dalla giunta - aggiunge Tonina - impegna comunque Rovereto a monitorare periodicamente l'area interessata dall'impianto per garantire che le prestazioni siano coerenti con quanto previsto dal progetto. L’impianto era stato previsto già nel terzo aggiornamento del piano Provinciale di smaltimento dei rifiuti del 2006. Messo in funzione nel 2011, aveva cessato l'attività dopo pochi mesi per far partire l'iter delle modifiche migliorative".

 

Non solo le emissioni in atmosfera, che rappresentavano la principale problematica da affrontare, il progetto si è occupato anche dell’impatto dell’attività dell’impianto sulle acque, in particolare del fiume Adige, e proporre un intervento migliorativo, che si traduce nella realizzazione di un nuovo pozzo per usi connessi al ciclo industriale.

 

 

"Ci sono però - prosegue il vice presidente - anche altri due punti che devono essere tenuti in considerazione. Il primo riguarda il presunto aumento del traffico: il numero di camion che transiteranno nella zona, secondo le stime dell’assessorato all’ambiente, sarà nettamente inferiore rispetto ad alcune previsioni. Per il conferimento di tutte le 18 mila tonnellate/anno di fanghi all’impianto, circa 6 mila dei quali prodotte dal medesimo depuratore di Rovereto".

 

Il traffico veicolare previsto nel rapporto istruttorio è di 7 mezzi al giorno e 2 di questi attengono al trasporto dei fanghi prodotti dal depuratore di Rovereto, che percorrono circa 100 metri dal luogo di produzione al luogo di destinazione.

 

"Mentre - dice Tonina - per il conferimento di circa 12 mila tonnellate/anno di fanghi disidratati provenienti da altri depuratori del Trentino si avrà in realtà un flusso di 4/5 camion al giorno per 5 giorni lavorativi a settimana. In quanto al traffico complessivo generato dall’impianto (oltre al trasporto dei fanghi, trasporto dell’ossigeno, trasporto del residuo, trasporto dei rifiuti) è di massimo 10 mezzi al giorno (compresi i 2 interni del depuratore di Rovereto). Il flusso di traffico settimanale complessivo, opportunamente gestito e organizzato, risulta accettabile per la viabilità esistente e gli spazi di manovra disponibili".

 

Anche il costo per lo smaltimento dei fanghi a carico della Provincia risulterebbe ridotto. "Contrariamente - evidenzia il vice presidente - a quanto sostenuto dai detrattori del progetto. La tariffa prevista per il servizio di ossidazione ad umido dei fanghi, compreso lo smaltimento finale del residuo inerte, è di 103 euro/tonnellata di fango disidratato (valore calcolato dalla tariffa riferita al secco): assolutamente in linea con i valori attuali di mercato e molto più conveniente della tariffa di 160 euro/tonnellata pagata per la messa a discarica dei fanghi".

 

Tutte queste problematiche sono state esaminate dall’Appa nel corso dell’iter istruttorio precedente al rilascio della Valutazione di impatto ambientale, che ha comportato numerose integrazioni migliorative al progetto originario. "Proprio in seguito a questo lungo processo - conclude Tonina - riteniamo che tutte le potenziali criticità, segnalate anche dal Comune, possano dirsi superate. Ma ci siamo assunti anche l’impegno a monitorare costantemente l’area attraverso un gruppo tecnico congiunto Provincia-Comune, per accertarci che tutte le prestazioni dell’impianto rimangano all’interno delle soglie previste e per valutare l’effettivo impatto sulla viabilità". 

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