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| 02 ago 2022 | 19:45

Raccolti altri 18,5 milioni di euro per completare i lavori del Depuratore Trento Tre. Tonina: "Un'opera strategica per tutto il Trentino"

I lavori dedicati alla realizzazione del Depuratore Trento Tre, in località Acquaviva, sono prossimi al completamento: grazie ai 18,5 milioni di euro finanziati da Banco Bpm, il nuovo impianto (da 113 milioni di euro) verrà inaugurato entro fine 2022

TRENTO. Per terminare la colossale costruzione del Depuratore Trento Tre sono stati raccolti altri 18,5 milioni di euro: la Cassa del Trentino spa (società controllata dalla Provincia di Trento) ha per l’appunto perfezionato un contratto di finanziamento con Banco Bpm. Risorse, queste, che saranno interamente destinate a finanziare la tanto attesa conclusione dei lavori dedicati al nuovo impianto situato nella località Acquaviva tra i comuni di Trento e Besenello. Un prestito, che verrà successivamente rimborsato in 20 anni a un tasso fisso del 3,07%.

 

In particolare, l'operazione consentirà di assicurare la quota finale del fabbisogno finanziario per la realizzazione e messa in esercizio del depuratore, che ha richiesto l'impiego d'ingenti somme di denaro, pari a circa 113 milioni di euro, ottenuti anche grazie al contributo di Volksbank. L'interesse delle due banche (Volksbank accanto a Banco Bpm) è stato favorito dalla tipologia di progetto che sono andate a sostenere: un investimento completamente 'green' che guarda all'ambiente. 

 

“Siamo particolarmente soddisfatti di questa notizia - sottolinea Mario Tonina, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione – che permetterà di completare entro fine 2022 una delle opere strategiche per Trento e in generale per tutto il Trentino, molto attesa dalla comunità. L’impianto di Depurazione Trento Tre è uno dei più importanti cantieri aperti sul territorio provinciale", aggiunge.

 

Un'opera che coprirà un bacino di circa 150.000 abitanti e che tratterà le acque reflue provenienti dalla parte meridionale della città Trento, nonché le comunità limitrofe di Romagnano, Mattarello, Aldeno, Garniga, Calliano e Besenello: a regime, l’impianto sarà in grado di trattare fino a 6.000 mc/ora di fognatura nera.

 

Particolare soddisfazione è stata espressa non soltanto dall'assessore Tonina ma anche da Marco Radice, presidente di Cassa del Trentino: "Un' operazione che, pur in un contesto di mercato particolarmente difficile e teso, caratterizzato dalla forte incertezza politica che ha visto una decisa impennata dei rendimenti Btp, ha consentito alla Società di garantire supporto alla realizzazione di investimenti strategici sul territorio trentino, oltretutto a condizioni molto competitive", conclude.

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