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| 18 ago 2023 | 17:22

Il piano per il termovalorizzatore trentino, Tonina: “Le condizioni ora ci sono, la nuova Giunta potrà procedere. Impianto da realizzare in Val d'Adige”

Via libera in Giunta all'Addendum al V Piano di gestione dei rifiuti dopo il parere favorevole del Cal. Tonina: “Ora ci sono le condizioni affinché la prossima Giunta, il prossimo assessore all'Ambiente si incarichi di questa decisione”

Il piano per il termovalorizzatore trentino, Tonina: “Le condizioni ora ci sono, la nuova Giunta potrà procedere

TRENTO. “Dal confronto di tutti gli scenari che abbiamo ipotizzato è emerso in maniera evidente che la scelta ottimale per il Trentino sia la realizzazione di un impianto provinciale”. Sono queste le parole dell'assessore all'ambiente Mario Tonina annunciando il via libera della Giunta all'Addendum al V aggiornamento al Piano dei rifiuti provinciale, dopo l'approvazione arrivata negli scorsi giorni da parte del Consiglio delle autonomie locali.

Via libera accompagnato, però, da diverse osservazioni sul documento, nel quale sono stati approfonditi i vari scenari gestionali presentati dal Piano: “Rispetto agli approfondimenti proposti – spiega il Cal – se da un lato preme evidenziare che l'Addendum risulta sufficiente per considerare la necessità della chiusura del ciclo dei rifiuti con la realizzazione di un impianto di trattamento, rimangono tuttavia ancora aperti, e da chiarire, aspetti rilevanti ai fini di un'analisi complessiva”.

 

Tra questi, in particolare, la riorganizzazione della gestione integrata dei rifiuti urbani introdotta in assestamento, con la definizione di un unico ambito territoriale ottimale in provincia. Da approfondire però anche le questioni più 'spinose': la tecnologia dell'impianto, il suo dimensionamento, i costi (si parla sicuramente di più di 100 milioni di euro per la realizzazione della struttura) e, soprattutto, la sua localizzazione sul territorio provinciale.

 

Per Tonina in ogni caso il modello dovrebbe essere il termovalorizzatore di Bolzano (Qui un Approfondimento dall'interno della struttura), entrato in azione una decina di anni fa: “La gestione deve essere sicuramente in house e l'obiettivo dovrebbe essere un impianto – dice l'assessore – dimensionato sulle nostre necessità e modulare. Al momento la frazione di residuo annuale da smaltire si aggira sulle 80mila tonnellate, ma dobbiamo considerare che nella migliore delle ipotesi per vedere la realizzazione dell'impianto ci vorrebbero 5-6 anni”.

 

In sostanza quindi, se nei prossimi anni grazie all'aumento della percentuale di raccolta differenziata dovessimo riuscire a ridurre il totale annuale di residuo da smaltire, la progettualità andrebbe adeguata di conseguenza e, grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia odierna: “Se anche negli anni ci trovassimo a dover aumentare la quantità di rifiuti prodotti – assicura Tonina – basterebbe aggiungere dei moduli all'impianto”.

 

Sulla localizzazione della struttura, al netto della necessità di realizzarla lungo la valle dell'Adige, tra Trento e Rovereto, al momento non ci sono ancora certezze: “Tra le due maggiori città della Provincia si produce un totale di circa un terzo dei rifiuti trentini – aggiunge l'assessore –. Dobbiamo poi considerare che è necessario valorizzare sia l'energia che il calore prodotti dall'impianto e possiamo farlo solo in presenza di centri urbani”.

 

Così facendo, in ogni caso: “Si potrà chiudere responsabilmente il ciclo dei rifiuti urbani non differenziati, senza ricorrere ad impianti esterni e senza subire ulteriormente l'andamento di mercato, con una conseguente riduzione del costo di gestione del proprio rifiuto e con la certezza del suo recupero energetico. Peraltro, l'impatto economico è legato a quello energetico. La crisi energetica di questo periodo ha evidenziato l'importanza di ricorrere a fonti alternative e sostenibili di energia ed il rifiuti è certamente una fonte sempre disponibile”.

 

Con l'Addendum ora si chiude quindi il percorso avviato prima con il V Aggiornamento e poi con il disegno di legge per la riorganizzazione del sistema dei rifiuti urbani: “La delibera di oggi ci dà la possibilità di mettere nelle condizioni la nuova Giunta, il nuovo assessore, di poter procedere con la realizzazione dell'impianto”. E dal punto di vista ambientale: “Oggi la garanzia maggiore da dare ai cittadini è quella della sicurezza e la tecnologia, essendo molto migliorata, non dà problemi. Inquinano molto di più le autostrade, le discariche esistenti. Per cui da questo punto di vista il cittadino può stare tranquillo”.

 

Come noto, le discariche trentine attualmente hanno terminato il loro ciclo: “In questo momento stiamo esportando il rifiuto. Abbiamo superato i 220 euro a tonnellata per lo smaltimento, a Bolzano sono 81. Anche questo deve far riflettere e meditare, nell'interesse del cittadino: chi paga il rifiuto è il cittadino e noi quindi dobbiamo essere particolarmente attenti e responsabili”.

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