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| 17 lug 2023 | 19:19

Valdastico, nuovo ok per il progetto di variante al Pup (ma tutto finirà nelle mani della futura Giunta): “S'include una 'via Lagarina' accanto al corridoio via Valsugana”

La Giunta, su proposta del presidente Fugatti, ha approvato in seconda adozione il progetto di variante al Piano urbanistico provinciale relativo all'ambito di connessione Corridoio est, che potrebbe creare le condizioni per la costruzione della Valdastico: si tratta dell'adozione antecedente a quella definitiva

Valdastico, nuovo ok per il progetto di variante al Pup (ma tutto finirà nelle mani della futura Giunta)

TRENTO. “Va evidenziato che la deliberazione non contiene alcuna opzione progettuale riguardo ad eventuali uscite di nuove connessioni in Trentino, compresa quella più volte ipotizzata che interesserebbe la zona di Rovereto Sud, ma il progetto di variante pone le condizioni e detta il metodo, affinché possano essere effettuate le scelte in tema di connessione con il Veneto”. Sono queste le parole del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti dopo che, su proposta dello stesso presidente della Pat, la Giunta ha approvato in seconda adozione il progetto di variante al Piano urbanistico provinciale relativo all'Ambito di connessione Corriodoio Nord-Est. Si tratta, in poche parole, dello strumento che potrebbe creare le condizioni per la costruzione del prolungamento autostradale dell'A31-Valdastico, progetto per il quale proprio Fugatti ha spinto in più occasioni di un potenziale sbocco in Vallagarina, a Rovereto Sud, osteggiato però fortemente sia dalle comunità interessate che dalle associazioni ambientaliste e addirittura dal tessuto economico vicentino.

 

A livello tecnico, si tratta della seconda adozione del documento prima di quella definitiva: “Con questa variante – scrive la Pat – viene previsto nel Pup, che già dal 2008 prevede un corridoio di connessione tra Trentino e Veneto via Valsugana, l'Ambito di connessione corridoio Est, intermedio fra il corridoio di accesso Nord-Sud (l'asta dell'Adige) e quello appunto Est (Valsugana). Si allarga dunque il 'campo' di indagine e di potenziale connessione verso est, includendo accanto al corridoio via Valsugana, che resta, una via Lagarina. Sarà su questo campo più esteso che lo Stato, se riterrà di interesse nazionale una eventuale arteria stradale di collegamento, si misurerà con l'intesa da definire con i territori, intesa che richiede una legge provinciale di ratifica”.

 

Per Fugatti infatti “l'iter prevede la concertazione col territorio: l'attuazione delle scelte infrastrutturali sarà preceduta da una fase partecipativa che viene resa obbligatoria proprio da questa variante”. Per la Provincia, la principale novità della variante è la previsione di un nuovo strumento, quello degli “ambiti di connessione”, relativo alle reti per la mobilità. “La variante – scrive la Pat – integra in particolare l'articolazione delle reti per la mobilità data dal Pup vigente, attraverso l'inserimento nello strumentario di analisi del Pup degli ambiti di connessione come livello intermedio tra 'corridoi di accesso', funzionali all'interconnessione del Trentino con i territori limitrofi, e 'corridoi interni', finalizzati all'interconnessione delle vallate che costituiscono il territorio provinciale. Gli ambiti di connessione sono ambiti omogenei, determinati in relazione alla peculiarità e alle esigenze di connessione dei territori, tenuto conto delle loro caratteristiche socieo-economiche ed ambientali”.

 

L'iter, continuano le autorità: “Ora prosegue, effettuata una fase di ulteriore deposito al pubblico per le osservazioni e i relativi adempimenti previsti dalla normativa sulla valutazione ambientale strategica, con l’obiettivo di giungere all’adozione definitiva della variante da parte della Giunta provinciale entro la fine della legislatura. In quell’occasione verrà approvato anche il relativo disegno di legge per la successiva trasmissione al Consiglio provinciale. Il cammino proseguirà quindi nella nuova legislatura. Una volta approvata, con legge provinciale, la variante al Pup, l’attuazione delle scelte infrastrutturali sarà preceduta da una fase partecipativa che dovrà coinvolgere tutti gli attori dei territori interessati, dalle amministrazioni locali, ai soggetti economici, agli altri portatori di interesse. La variante introduce un metodo attraverso cui condurre la fase di partecipazione, che ha lo scopo di far emergere e identificare le esigenze e le aspettative dei territori e di tradurle in indirizzi per la pianificazione subordinata attraverso la definizione condivisa delle variabili da considerare e delle relative pesature". 

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