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Tempesta Vaia, due anni per riaprire i Serrai di Guda. ''Siamo stati l'epicentro, solo da noi oltre 100 milioni di danni: abbiamo fatto un miracolo per ripartire''

La stima dei danni si aggira intorno ai 110 milioni di euro, mentre per il Veneto si parla di 1 miliardo e per il Trentino Alto Adige di circa 400 milioni. Viaggio a Rocca Pietore, l'epicentro del terremoto atmosferico della tempesta Vaia

Di Luca Andreazza - 29 giugno 2019 - 06:01

ROCCA PIETORE. E' stata definita l'epicentro del terremoto atmosferico, Rocca Pietore è stata spazzata dalla furia di acqua e vento della tempesta Vaia. Il simbolo della devastazione è il canyon dei Serrai di Sottoguda, un gioiello a livello mondiale oggi irriconoscibile. "Un momento estremamente difficile - ricorda il sindaco Andrea De Bernardin - tra strade divelte, alberghi pieni di fango e detriti, alberi schiantati, 24 dei 30 torrenti erano esondati e 70 centimetri di acqua in tre giorni. Non ci siamo spezzati e oggi possiamo dire di aver compiuto un miracolo per riprenderci e ripartire".

 

La stima dei danni si aggira intorno ai 110 milioni di euro, mentre per il Veneto si parla di 1 miliardo e per il Trentino Alto Adige di circa 400 milioni. "Se il Friuli nel '76 ha fatto scuola - aggiunge il primo cittadino - noi non siamo stati da meno. La difficoltà di intervento è stata l'estensione del nostro territorio che si sviluppa in 75 chilometri quadrati e tutta l'area comunale è stata colpita, nessuna zona si è salvata. Alcune frazioni sono rimaste un mese senza acqua: in appena 23 giorni abbiamo ricostruito quasi tre chilometri di acquedotto con il Bim, mentre mancavano anche elettricità, internet e copertura telefonica".

 

Il comune e i cittadini però si sono rimboccati le maniche fin da subito, tanto che la stagione invernale è stata salvata e c'è grande aspettativa per questi mesi estivi, anche se chiaramente gli escursionisti sono chiamati a informarsi e seguire tutte le precauzioni del caso per un paesaggio cambiato (Qui articolo: Tempesta Vaia: quasi 1 sentiero su 3 ancora inagibile, per ripristinarli servirà ancora molto lavoro. Ecco quali sono i percorsi da evitare). 

 

"C'è anche un turismo della curiosità che si trasforma in solidarietà. Chiaro che un evento come questo - prosegue De Bernardin - ci ha portato visibilità e alcuni raggiungono le nostre località per vedere quanto è successo. Questo però ha aspetti positivi perché permette di far girare l'economia. Abbiamo dimostrato un'enorme capacità di reazione".

 

La tempesta Vaia a Rocca Pietore nel bellunese

La corsa per recuperare il legname è ancora però lunga. "Si opera in zone estremamente impervie e valanghive. Un territorio molto fragile e delicato - evidenzia il sindaco - quindi si lavora per rimuovere gli alberi e mettere tutto in sicurezza in presa diretta tra sistemi di protezione e para-valanghe per evitare futuri danni a case e strade".

 

Gli sforzi sono concentrati anche per ripristinare i Serrai di Guda. "Il paese è salvo, non ci sono danni - commenta De Bernardin - mentre la gola è completamente distrutta. Un'attrazione turistica davvero importante: i visitatori annuali sono oltre 150 mila e ci vorranno due anni per riaprire il canyon al pubblico. L'intenzione è quella di riportare l'area a prima di Vaia, mantenere la naturalità. Questa estate si sistema la parte alta tra disaggi, pulizia e sicurezza, quindi si regimentano i torrenti e poi si può pensare a sistemare l'area bassa".

 

La deadline è quella di essere nuovamente operativi nel 2021 e per questo è stato lanciato un bando da 7 milioni in collaborazione con la Fondazione Unesco. "Siamo molto soddisfatti - continua il sindaco - poi della raccolta fondi che abbiamo creato come comune: abbiamo raccolto 1,5 milioni di euro. Rispetto alle stime dei danni sembrano pochi, ma sono risorse utili e disponibili fin da subito per ricostruire".

 

Il comune di Rocca Pietore guarda avanti. "Siamo ripartiti subito e abbiamo un futuro. Ora le nuove difficoltà sono di tipo burocratico. Tutto è in mano ai soggetti attuatori di nomina regionale - conclude De Beranrdin - ma le procedure sono lente tea gare e appalti, affidamenti, progettazioni e direzione lavori. Qualche deroga c'è, ma è come lavorare in ordinaria amministrazione e questo ci rallenta un po', altrimenti saremmo ancora più avanti nella ricostruzione".

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