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A Valdaone inaugurato il nuovo impianto di teleriscaldamento: "Con il cippato forestale produciamo energia"

Mario Tonina: “L'impianto è un perfetto esempio di economia circolare che si autoalimenta usando fonti locali rinnovabili. L'obiettivo è di servire in futuro anche gli edifici privati, oltre ad altri comuni e altre utenze pubbliche della zona”

Pubblicato il - 22 febbraio 2020 - 17:19

VALDAONE. Tagliato il nastro del nuovo impianto di teleriscaldamento di Valdaone, un progetto lungimirante a favore dell'ambiente, al benessere dei residenti e di utilizzo delle risorse locali in un'ottica di economia circolare e valorizzazione territoriale.

 

“Questo impianto non è solo un'opera pubblica - ha detto la sindaca di Valdaone - ma è soprattutto una scelta strategica in chiave ambientale. Rendersi autonomi sotto il profilo energetico, riducendo il consumo di combustibili fossili, è la nostra visione che è partita da una scelta coraggiosa e lungimirante degli allora sindaci. Il futuro sono gli allacci privati, è dare speranza ai giovani che decidono di vivere qui e credono che qui si possa realizzare qualcosa di positivo”.

 

L'idea di realizzare un impianto di teleriscaldamento affonda le sue radici nel protocollo di Kyoto, pietra miliare per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela contro i cambiamenti climatici. L'impianto di teleriscaldamento, costato 4.970.000 euro con un finanziamento provinciale sul Bando energia del 2009 pari al 70%, si compone di un edificio centrale realizzato nell'abitato di Praso, dotato di una caldaia a biomassa legnosa della potenza di 850 kW a cui si affianca un doppio impianto di cogenerazione, anch'esso alimentato a biomassa legnosa. La linea di distribuzione si estende sul comune di Valdaone per 6 chilometri, e ad oggi all'impianto sono collegati un totale di 19 edifici pubblici, fra cui le sedi municipali, la chiesa di Bersone, la scuola materna, l'ex edificio scolastico di Praso e anche la casa di riposo “Padre Oddone Nicolini”.

 

Anche la materia prima utilizzata per produrre questa energia pulita proviene dal territorio, un altro merito del progetto che ha innescato lo sviluppo di un'economia circolare: il cippato forestale per l'alimentazione dell'impianto è fornito da una ditta locale, aggiudicataria di gara europea, che ha l'obbligo di reperire la biomassa necessaria sul territorio dei comuni firmatari la convenzione con il Bim del Chiese. La conseguenza positiva di questo approccio è anche in una migliore gestione del patrimonio forestale con una efficiente pulizia dei boschi e la prospettiva di creare un indotto attorno alla gestione della materia prima.

 

“Questo territorio - ha sottolineato il vicepresidente della Provincia di Trento, Mario Tonina - ha dimostrato di saper fare una scelta d'avanguardia, sia per la tecnologia adottata, sia per gli obiettivi che si è posto. L'impianto è un perfetto esempio di economia circolare, che si autoalimenta, usando fonti locali rinnovabili, in una zona non servita dal metano. Per ora collega solo gli edifici pubblici ma l'obiettivo è di servire in futuro anche quelli privati, oltre ad altri comuni e altre utenze pubbliche della zona. Ancora una volta gli obiettivi di sostenibilità e di attenzione ai territori più periferici, al centro degli Stati generali della montagna, si traducono in un'azione concreta con ricadute positive sulle nuove generazioni”.

 

Attore importante nella realizzazione dell'impianto è stata la società E.S.Co. BIM e Comuni del Chiese: "Un'economia territoriale - ha detto il presidente di E.S.Co. BIM - non può prescindere dallo sviluppo del patrimonio di conoscenze e del cosiddetto know-how delle aziende e del personale che direttamene ed indirettamente sono coinvolte nella gestione dell'impianto. A loro deve andare sopratutto il pensiero e l'impegno di noi amministratori".

 

Il comune di Valdaone, inoltre, ha colto l'occasione dei lavori anche per ammodernare la rete idrica e predisporre collegamenti elettrici e per la fibra ottica.

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