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Catinaccio cantiere a cielo aperto: scavi da 15 metri di profondità per la nuova cabinovia "Re Laurino" da 10 posti

Uno scavo profondo quanto una casa di 5 piani: ecco quanto sta accadendo a quota 2.300 metri per realizzare la nuova cabinovia da 10 posti. Gru ed escavatrici lavorano per spostare circa 6 mila metri cubi di materiale, e intanto con un temporale della settimana scorsa una scarica di sassi è finita proprio sul terreno già smosso

Foto sx "Mountain Wilderness"
Di Lucia Brunello - 07 luglio 2020 - 11:32

CATINACCIO. Un anno fa veniva annunciata (e presto accantonata) l'idea di costruire una "torre di cristallo" panoramica accanto al rifugio Fronza alle Coronelle, sul gruppo del Catinaccio, a quota 2.337 metri. Un progetto che ha subito scatenato grandi polemiche (considerato che il Coronelle gode già di suo di una spettacolare vista a ventaglio), prova di quanto, a conti fatti, la montagna sia vista solo come "meraviglioso" cumulo di sassi da spremere fino all'ultimo centesimo.

 

Il rifugio Fronza alle Coronelle, infatti, si trova in una posizione unica nel suo genere, proprio dove le distese erbose incontrano le pareti rocciose del Catinaccio. Dal Latemar allo Sciliar, passando per il Corno Bianco, Corno Nero, la conca di Bolzano e l'altopiano del Renon: questi solo alcuni nomi di ciò che si può ammirare da lassù.

 

Ebbene, anche grazie all'intervento del Cai Alto Adige e dell'Avs, per fortuna di quel progetto non si è più fatto niente. Ma se gli ambientalisti (o semplicemente gli amanti della montagna) speravano che il rischio dell'ennesimo cantiere a cielo aperto fosse scampato, purtroppo si sbagliavano.

 

Dall'inizio di giugno, sono infatti in corso i lavori di costruzione di una nuova cabinovia a 10 posti, la "Re Laurino", con partenza da malga Frommer fino al rifugio Coronelle. Il progetto prevede di realizzare una stazione a monte interrata, per cui sarà necessario fare uno scavo di 15 metri in profondità e quindi spostare circa 6.100 metri cubi di materiale in quello che è un delicato terreno alpino d'alta quota.

 

La società impiantistica Latemar Carezza s.r.l. non si è quindi per nulla arresa, ma ha solo optato per un "ridimensionamento" del progetto, approvato poi dal comune di Nova Levante e dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

 

La natura, però, ha scelto di ribadire la sua forza rispetto a quella dell'uomo. La settimana scorsa, infatti, un temporale ha causato una frana che ha visto una scarica di sassi finire proprio sopra il cantiere. Un piccolo promemoria di chi siamo e quanto siamo rispetto alla natura.

 

Qui alcune foto scattate in loco da un sopralluogo di Mountain Wilderness dei giorni scorsi, che rendono molto bene l'idea dello stato del sito naturalistico.

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