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Dal Ministero arrivano i "Caschi verdi per l'Unesco": esperti geologi, biologi e fisici per salvaguardare e valorizzare l'Adamello Brenta

Il loro lavoro consisterà nel supportare gli enti gestori di siti Unesco italiani per la definizione di piani di gestione dei territori. Il focus sarà il forte legame tra la salvaguardia ambientale e la valorizzazione del capitale culturale

Pubblicato il - 31 gennaio 2020 - 19:58

TRENTO. Arriveranno anche in Trentino i “Caschi verdi per l’Unesco”, una vera e propria task force composta da 22 esperti in materie scientifiche e ambientali che si impegneranno nel supportare gli enti gestori di siti patrimonio dell’umanità nella definizione di piani incentrati nella salvaguardia e valorizzazione del loro capitale naturale e culturale.

 

Quello dei “Caschi verdi per l’Unesco” rientra in un programma sperimentale che verrà applicato in sette siti presenti sul territorio nazionale tra il 2020 e il 2022, frutto di un protocollo di intesa tra il Ministero dell’Ambiente e l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), a cui sono destinati ben 2 milioni di euro per ciascuno degli anni.

 

Tra le numerose richieste giunte al Ministero, è stata selezionata la candidatura del Parco Naturale Adamello Brenta, che è l’ente gestore dell’Adamello Brenta Geopark. “Quando nell’aprile scorso è giunta la raccolta di interesse da parte del Ministero– spiega il direttore del Parco, Cristiano Trotter – abbiamo richiesto l’intervento degli esperti per poter potenziare i nostri progetti in tre ambiti: la valorizzazione dei 61 geositi presenti nell’Adamello Brenta, l’attività di promozione del Geoparco e l’educazione ambientale, che per noi riveste un ruolo di primaria importanza e reputiamo come una vera e propria misura di conservazione dell’ambiente naturale”.

 

Considerato il numero significativo di siti Unesco presenti in Italia, non ci aspettavamo di essere selezionati, invece nei giorni scorsi ci è giunta comunicazione positiva dal Ministero con i nomi degli esperti destinati all’Adamello Brenta Geopark. Prenderemo contatti a breve e concorderemo con loro il periodo in cui potranno raggiungerci. Nel frattempo, gli uffici stanno definendo alcune idee concrete da sviluppare insieme che possano andare a vantaggio dell’intero territorio”.

 

Il sito è stato riconosciuto come Geoparco nel 2008 grazie alla ricchezza geologica e geomorfologica, unica al mondo, che si riscontra nei due gruppi montuosi dell’Adamello–Presanella e delle Dolomiti di Brenta.

 

Parallelamente all’attività avviata con Ispra, il Ministero dell’Ambiente ha interessato sulla costituzione della task force altre istituzioni pubbliche, inviando appositi inviti alla stipula di un protocollo d’intesa analogo alla Commissione Nazionale Italiana Unesco, ai Ministeri delle Politiche agricole, dei Beni e delle attività culturali, dell’Istruzione, nonché a Enea, Cnr e Crea.

 

"Il numero così alto di adesioni volontarie ai Caschi verdi avute all'interno dell'ISPRA - dichiara il Direttore generale Ispra Alessandro Bratti - testimonia una volontà che va oltre il semplice incarico d'ufficio. Quello che ci aspetta è un compito delicato e pieno di responsabilità, che si svolge sul territorio italiano ma oltrepassa i confini nazionali. Siamo, infatti, fermamente convinti che tutti i siti Unesco debbano essere non solo supportati ma custoditi e valorizzati”.

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