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"Devastazione pianificata. A rischio l'ambiente e la popolazione", l'allarme di Mountain Wilderness per i Mondiali di Cortina

Le associazioni ambientaliste e i comitati di cittadini della zona hanno protestato più volte contro le ferite inferte alla montagna nei lavori per i Mondiali di sci di Cortina 2021. E mentre si attende l'annuncio del probabile rinvio di un anno da parte della Fisi, Mountain Wilderness Italia attacca: "Devastazione pianificata. A rischio l'ambiente e la popolazione"

Di Davide Leveghi - 01 luglio 2020 - 19:44

CORTINA D'AMPEZZO (BL). Scarsa predisposizione all'ascolto degli abitanti del luogo e delle associazioni ambientaliste e spregio della montagna. Sono queste le accuse mosse da Mountain Wilderness Italia, associazione nata da un gruppo di alpinisti per difendere e recuperare la natura incontaminata in alta quota, all'organizzazione dei Campionati mondiali di sci alpino di Cortina 2021.

 

Mentre si attende (l'annuncio è previsto per giovedì 2 luglio) che la Fisi si pronunci sulla possibile procrastinazione dell'evento, causa Covid, dal mondo ambientalista arriva dunque l'ennesima denuncia: sulle Tofane si sta assistendo ad un vero e proprio scempio, con l'allargamento delle piste e la costruzione di strade che permettano l'afflusso del numeroso pubblico atteso.

 

A preoccupare sono in particolare la Tofana di Mezzo e la zona di Rumerlo, interessate appunto da una parte dalla sistemazione delle piste e della viabilità, e dall'altra dalla costruzione dello stadio di arrivo per le gare di sci alpino. Contro ogni proclama fatto prima dei lavori, accusa l'associazione, l'organizzazione per i Mondiali Cortina 2021 avrebbe stravolto la montagna e le zone boschive senza alcun rispetto per l'ambiente ed il paesaggio.

 

 

Ad attaccare è il presidente onorario di Mountain Wilderness Italia Luigi Casanova, che al nostro giornale spiega: “Nel 2016 noi e molte associazioni del Cadore avevamo ottenuto un confronto con l'organizzazione dei Mondiali 2021, ricevendo delle garanzie sulla sostenibilità dell'evento. 'Questi saranno i mondiali della sostenibilità', annunciavano, rilasciando la Carta di Cortina con cui Ministero dell'Ambiente, Regione Veneto, Comune di Cortina, Confindustria degli impiantisti, Fondazione Cortina 2021, la Fisi e Fondazione Dolomiti Unesco promettevano il rispetto dell'ambiente”.

 

“La svolta è però avvenuta quando alla guida della Fondazione è giunto come presidente Alessandro Benetton – prosegue – lì il rapporto si è chiuso e non abbiamo più ottenuto alcuna risposta. Così recentemente abbiamo svolto un giro della Tofana, informati dai cortinesi sullo scempio che stava avvenendo. Mai ci saremmo aspettati di vedere quello che abbiamo visto. Sapevamo che i lavori avrebbero comportato dei danni, ma l'intera montagna, in questo caso, è stata sconvolta. Da Cortina a Passo Falzarego si sono aperti i cantieri per costruire tre strade parallele dalla larghezza di 6-8 metri”.

 

“Nell'area del Rumerlo, poi, dove dovrebbero svolgersi le gare veloci, sul terreno che ospiterà il grande piazzale e le tribune per l'arrivo degli atleti il terreno ha ceduto. La devastazione è ampia, tanto che si è dovuto arrivare a costruire sulle zone umide del bosco. Il versante della montagna rischia così di franare verso valle. Siamo di fronte a degli incoscienti totali che creano non solo danni all'ambiente ma anche pericolo nei confronti della popolazione”.

 

 

Costruito su un terreno da riporto, il piazzale si fonda così su basi poco solide, richiedendo interventi sempre più vasti. I lavori, così, rischiano di prolungarsi, proprio nel momento in cui a ore s'attende il pronunciamento della Fisi riguardo all'opportunità di posticipare l'evento. “Il possibile spostamento viene giustificato con il Coronavirus che ha bloccato i lavori – incalza Casanova – la verità è che le opere sono sovradimensionate. Le tribune devono ancora essere cominciate, dopo che il terreno è franato ad aprile. I lavori per lo stadio devono ancora cominciare e poi, soprattutto, c'è da portare a termine la circonvallazione per Cortina, non pronta prima di febbraio 2021”.

 

 

“Questa è un'opera strettamente necessaria – continua – vista la consapevolezza di quante persone affluiranno per l'evento mondiale. Il motivo del rinvio al 2022 non è pertanto la pandemia ma Zaia e compagnia sono pienamente consapevoli che le opere non saranno completate a breve”.

 

Un'alternativa sostenibile i comitati e gli ambientalisti, in fondo, l'avevano data. Ma la loro proposta è rimasta inascoltata. “Nel 2017 avevamo firmato una Carta verde per Cortina, cercando di stabilire un rapporto collaborativo. La nostra carta avrebbe tolto all'evento la contrarietà degli ambientalisti e fatto risparmiare dei soldi, rispondendo anche a dei bisogni sociali. Niente però è stato valutato – conclude – per noi il vulnus è l'arrivo di Alessandro Benetton e della sua logica imprenditoriale. Abbiamo visto in altri contesti, d'altronde, cosa succede dove arrivano i Benetton”.

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