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Dopo 40 anni di attesa, al via i lavori per pulire le rogge nelle aree di ex Sloi e Carbochimica. Dureranno 18 mesi

Dopo tanti anni di attesa, le rogge che lambiscono i due celebri stabilimenti chimici di Trento nord verranno sottoposti ad un laborioso intervento di bonifica, volto a asportare circa 60-80 centimetri di materiale tossico depositato sul fondale. Ecco i costi e le tabelle di marcia

Pubblicato il - 09 novembre 2020 - 17:14

TRENTO. I tanto attesi lavori di bonifica delle rogge di Trento nord, inquinate dai materiali chimici degli stabilimenti di Carbochimica e Sloi ha finalmente preso inizio. Si tratta di operazioni volte a eliminare i depositi di pericolose sostanze inquinanti lungo i corsi d’acqua che lambiscono queste due storiche fabbriche, chiuse rispettivamente nel 1983 per cessazione delle attività e nel 1978 per volere del Comune di Trento.

 

Dopo 40 anni, dunque, vengono finalmente consegnati alla cittadinanza dei primi risultati, riguardanti il lotto 1 di bonifica delle rogge e in particolare i tratti non coperti che da Trento nord arrivano all’altezza di via Fratelli Fontana e che lambiscono i circa 15 ettari di terreni delle vecchie fabbriche. Con un intervento dal costo stimato di 12,6 milioni di euro, di cui la metà per lavori di contratti, la Provincia assieme al Ministero della Salute hanno quindi avviato un cantiere finalizzato in circa un anno e mezzo a togliere lo strato più contaminato depositato nel fondo dei canali, largo dai 60 agli 80 centimetri.

 



 

Il materiale verrà poi trasportato in centri specializzati che si occuperanno di trattarlo e smaltirlo. Completata la rimozione, la sezione della roggia sarà quindi ricostruita utilizzando materiale inerte, così come le sponde laterali. Partendo da monte, i lavori procederanno verso valle seguendo il deflusso dell’acque in modo tale da non pregiudicare le sezioni già interessate, deviando nel corso delle opere il corso delle rogge.

 

Vista la vicinanza con le ferrovie, i lavori richiederanno la realizzazione di paratie di sostegno del lungo, sia per quanto riguarda la linea Trento-Malè che per la ferrovia del Brennero. Particolare attenzione verrà inoltre riservata alla sicurezza dei lavoratori e di chi intorno ai luoghi interessati. “La sequenza delle lavorazioni – spiega il dirigente del servizio opere ambientali dell’Agenzia per le opere pubbliche Mauro Groff – è rigorosamente vincolata da un protocollo di sicurezza rivolto in particolare agli operatori, che saranno protetti da adeguati dispositivi per la respirazione”.

 

Una “capanna mobile” delimiterà e sigillerà l’area degli scavi e delle lavorazioni, filtrando l’aria per evitare che ci siano fughe verso l’esterno. “In questo modo sarà possibile lavorare in sicurezza il materiale del fondo – conclude Groff – il terriccio, caricato sui camion con container chiusi, sarà fatto uscire dal cantiere e inviato verso i centri di trattamento”.

 

Ma quali sono i corsi d’acqua interessati dalla bonifica e come sono divisi i lavori? Il progetto complessivo di risanamento dei canali è suddiviso in lotti che riguardano la roggia Lavisotto e Primaria di Campotrentino, a monte del tratto coperto, il tratto del canale Lavisotto sotto il sedime cittadino e il tratto terminale del canale Adigetto, questa volta a cielo aperto.

 



 

L’area inquinata, infatti, comprende proprio queste rogge: la fossa Primaria di Campo Trentino, il Rio Lavisotto, il Canale Adigetto e la Fossa Armanelli, di cui solo l’unica, che corre a fianco dell’ex Sloi, si trova su proprietà privata e non fa parte del demanio pubblico. Ognuna di queste aree non sarà interessata dallo stesso tipo di interventi, ma verrà bonificata in base al differente grado di contaminazione degli alvei. Per questo si è deciso di agire attraverso la suddivisione in lotti.

 

Il cantiere aperto in giornata 9 novembre interessa dunque il primo lotto. L’intervento ha così riguardato il sedime della fossa Primaria, Armanelli e Lavisotto nella parte non coperta. Di contro, i terreni privati su cui sorgevano gli stessi stabilimenti non verranno bonificati. Gli interi lavori, con tanto di trasporto in Germania dei materiali da smaltire, avrà un costo complessivo di 35 milioni di euro.

 



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