Al via i lavori di bonifica dei rifiuti special e di demolizione del complesso ex Artigianelli: "Un intervento per dare una nuova vita a quest'area"
La riqualificazione del complesso ex Artigianelli è stata trattata per più di 10 anni in piazza Dante. Il passaggio dell'immobile alla Provincia era stato al centro di una vicenda giudiziaria contabile risolta completamente a favore della Giunta Rossi. Ora il via ai lavori: si valutano diverse destinazioni dalla sede scolastica agli spazi per attività sportive

PERGINE VALSUGANA. Al via i lavori del complesso ex Artigianelli. La prima fase riguarda la ricerca e lo smaltimento dei rifiuti speciali presenti nell'edificio, poi via alla demolizione.
"Si tratta di un primo passo fondamentale per la riqualificazione di questa grande area di proprietà pubblica, come deciso d’intesa da Provincia e amministrazione locale", dice Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento. "Un percorso che segue l’impostazione già attuata per l’area dell’ex Masera di Levico, ora restituita alla cittadinanza, e che volendo si potrà replicare per altri edifici di proprietà provinciale non più utilizzati e non recuperabili dal punto di vista architettonico. Per l’ex Artigianelli ringrazio inoltre i tecnici provinciali, che si sono impegnati per un intervento nel minore tempo possibile, funzionale a dare nuova vita a quest’area. Ecco perché stiamo proseguendo il confronto sulle nuove funzioni da insediare e quindi su una valorizzazione che risponda alle esigenze della comunità".
Sono stati consegnati i lavori. Il primo lotto è stato aggiudicato dall'impresa Ecoopera società cooperativa di Trento per un importo di 138.831 euro e una tempistica di 90 giorni per gli interventi preliminari (ricerca e smaltimento rifiuti) che precedono la vera e propria attività di demolizione prevista nel secondo lotto.
Presenti anche il sindaco di Pergine Valsugana, Roberto Oss Emer, il presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, Andrea Fontanari, i rappresentanti frazionali di Susà, il personale dell’impresa e i tecnici provinciali, tra cui il dirigente dell’Umst Patrimonio e trasporti, Mauro Groff, e il dirigente del Servizio opere civili, Marco Gelmini.
Il complesso ex Artigianelli, edificato a Susà di Pergine nel periodo 1963/1965 e nato su progetto del 1962 come centro vocazionale - seminario minore, negli Anni ’70 fu trasformato in scuola pubblica per le scuole medie con annesso convitto.
L’edificio è articolato su un grande corpo di fabbrica, dal quale si dipartono altri tre volumi, per 55.600 metri cubi complessivi. Il piano terra ha una superficie di oltre 2.500 metri quadrati. La proprietà provinciale comprende un’area di quasi 15.500 metri quadrati attorno ai volumi.
Il manufatto nel suo complesso non risulta essere sottoposto a vincoli storico-artistico, se si esclude il mosaico del Cristo Benedicente che l’amministrazione provinciale ha già provveduto a recuperare, restaurare e ricollocare nella chiesa di Sant'Alessandro a Riva del Garda (Qui articolo).
Il progetto è stato approvato con determina del Servizio Opere civili dell’Agenzia provinciale per le Opere pubbliche. Completate le operazioni propedeutiche del primo lotto sarà avviata la demolizione completa dell’edificio. Prevista la demolizione complessiva entro e fuori terra dell’immobile, la preventiva cernita e smaltimento di materiale non riciclabile, la successiva frantumazione in sito previa macinazione, vagliatura e marcatura Ce delle macerie e sistemazione finale dell’area. Il costo stimato del secondo lotto è di 1.494.781,68 euro comprensivi degli oneri della sicurezza, mentre i lavori dovranno essere compiuti in 350 giorni naturali e consecutivi.
In accordo poi con l’amministrazione comunale di Pergine Valsugana sono in corso di sviluppo alcune soluzioni che consentano di recuperare l’area a funzioni urbanistiche di utilità per entrambe le amministrazioni: eventuale sede scolastica, spazi per archivi provinciali, spazi per attività sportive, aree a verde. La nuova occupazione dell’area sarà improntata eventualmente a una diversa articolazione dei volumi edilizi, certamente molto più contenuti rispetto agli attuali.
Il complesso negli anni scorsi è stato al centro di una vicenda di giustizia contabile. Nel 2019 la Corte dei conti aveva presentato alla Giunta Rossi un conto da 10 milioni con l'ipotesi di danno erariale. L'immobile è stato trattato in diverse interrogazioni in piazza Dante per una decina di anni, tanto che nel 2012 l'ex sindaco e consigliere provinciale Renzo Anderle in quota Upt aveva chiesto un'accelerazione per il risolvere il "caso Artigianelli": i padri pavoniani erano, infatti, intenzionati ad alienare l'immobile in quanto non accoglieva più attività dall'estate 2010, quando già aveva preso corpo l'idea dell'acquisto da parte della Provincia.
Operazione che si è concretizzata il 22 dicembre 2014 (deliberazione n. 2360), quando la Giunta aveva autorizzato la stipula di contratto di permuta tra la Provincia e l'Istituto Pavoniano Artigianelli: piazza Dante acquistava la proprietà dell'immobile a Susà di Pergine con il piazzale a valle, quindi contestualmente disponeva il trasferimento ai padri di parte dell'edificio in piazza Fiera a Trento.
Nel 2020 la magistratura aveva poi cassato la richiesta di danno erariale, ma la Corte dei conti aveva presentato appello. La vicenda si è definitivamente chiusa nell'aprile del 2023 con la sentenza della sezione terza giurisdizionale: nessun danno erariale e prosciolta la Giunta Rossi (Qui articolo).












