Ex Artigianelli, la Giunta Rossi vince anche in appello. Non c'è danno erariale da 10 milioni: ''Dispiace che alcuni colleghi preferiscano gli esposti al confronto politico''
Già nel 2020 la magistratura aveva cassato la richiesta di danno erariale da 10 milioni per la Giunta Rossi. L'esecutivo che ha guidato la scorsa legislatura è stato prosciolto anche in appello: "La sentenza spiega che abbiamo agito correttamente e nell'interesse pubblico: questo è un motivo di orgoglio"

TRENTO. "La sentenza spiega che abbiamo agito correttamente e nell'interesse pubblico: questo è un motivo di orgoglio". Queste le parole dell'ex presidente Ugo Rossi. Non c'è stato danno erariale nella vicenda che riguarda la permuta di immobili tra la Provincia di centrosinistra della scorsa legislatura e l'Istituto Pavoniani. E' stato rigettato l'appello. "Una vicenda lunga ma ci siamo tolti questo peso".
Già nel 2020 la magistratura aveva cassato la richiesta di danno erariale da 10 milioni per la Giunta Rossi (Qui articolo). La Corte dei conti aveva però presentato appello. La sezione terza giurisdizionale centrale d’appello, "definitivamente pronunciando, rigetta l’appello e conferma la sentenza impugnata".
Si chiude la vicenda per l'ex presidente Rossi e per gli assessori Alessandro Olivi, Donata Borgonovo Re, Carlo Daldoss, Michele Dallapiccola, Sara Ferrari, Mauro Gilmozzi e Tiziano Mellarini. La Corte dei conti è stata condannata a pagare le spese legali. La giustizia contabile conferma quindi la bontà dell'operazione nella cornice della permuta di immobili tra la Provincia e l'Istituto Pavoniani con il passaggio dell'ex Artigianelli a Susà di Pergine all'amministrazione provinciale (Qui articolo).
Si parla di un immobile che è stato centrale in diverse interrogazioni in piazza Dante per una decina di anni, tanto che nel 2012 l'ex sindaco e consigliere provinciale Renzo Anderle in quota Upt aveva chiesto un'accelerazione per il risolvere il "caso Artigianelli": i padri pavoniani erano, infatti, intenzionati ad alienare l'immobile in quanto non accoglieva più attività dall'estate 2010, quando già aveva preso corpo l'idea dell'acquisto da parte della Provincia.
Operazione che si è concretizzata il 22 dicembre 2014 (deliberazione n. 2360), quando la Giunta aveva autorizzato la stipula di contratto di permuta tra la Provincia e l'Istituto Pavoniano Artigianelli: piazza Dante acquistava la proprietà dell'immobile a Susà di Pergine con il piazzale a valle, quindi contestualmente disponeva il trasferimento ai padri di parte dell'edificio in piazza Fiera a Trento.
A definire la permuta c'erano state delle perizie: il Servizio gestioni patrimoniali stimava l'immobile in Valsugana per un valore pari a 5.742.000 euro al netto delle servitù, mentre gli uffici in piazza Fiera, comprensivo della servitù passiva a favore delle restanti realità dell’Istituto Pavoniano Artigianelli vengono valutati a 4.251.000 euro. L'accordo viene dichiarato accettato per il valore della permuta, senza conguaglio, per l'importo complessivo a 4.251.000 euro oltre eventuali oneri fiscali. Insomma, la Provincia sembrava aver risparmiato 1 milione e mezzo.
La denuncia era quella che l'operazione di permuta si sarebbe in realtà rivelata come "svantaggiosa" per la Pat, in particolare per lo stato di abbandono e diffusi vandalismi sull'edificio a Susà di Pergine, atti che avrebbero prodotto una ulteriore perdita di valore dell'immobile.
Nelle indagini la Procura aveva delegato l'Ufficio del Territorio di Trento a effettuare gli accertamenti diretti a quantificare il probabile valore di mercato alla data del contratto di permuta, così come di valutare gli eventuali ammaloramenti conseguenti all'abbandono dell'immobile. La perizia nei fatti ha confermato la correttezza della manovra di piazza Dante, anche nella metodologia: 4.260.000 euro il valore dell'immobile della Pat in piazza Fiera e 6.072.953,64 per quello in Valsugana (quindi un valore superiore) che alla luce dei segnalati ammaloramenti è sceso a 5.530.000.
Conclusa l'operazione di permuta, il personale provinciale è traslocato da piazza Fiera all'ex Inail in piazza Venezia. Lì la Pat è in affitto ma l'immobile è più grande e può prendere corpo una razionalizzazione che porta diversi servizi sparpagliati sul territorio a trovare spazio nella nuova sede. Un'attività che porta a un risparmio stimato sul personale di circa il 20% complessivo per le casse pubbliche, cioè 9.390.000 euro. In questo caso la magistratura contabile aveva ipotizzato un milione di euro per i cinque anni di legislatura della Giunta Rossi a far salire il conto complessivo a 10 milioni.
"Abbiamo sempre avuto fiducia nella magistratura e nel corso delle indagini. Abbiamo agito in modo puntuale. Dispiace invece che la vicenda sia partita dai colleghi con gli esposti invece che con idee e confronto", conclude Rossi.













