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"Mal'aria di città": per Legambiente Trento peggio di Bergamo e Brescia per i livelli di polveri sottili, bene Bolzano e Belluno

Situandola ad otto posti dalla fine della lista, Legambiente ha valutato con 1/10 la città di Trento mentre Bolzano si è aggiudicata la sufficienza, con 6/10. Questi "voti" prendono in considerazione i dati raccolti dall'Arpa in 5 anni (dal 2014 al 2018) e riguardanti tre inquinanti, le polveri sottili (Pm10 e Pm2.5) e biossido di azoto (No2)

Di Rebecca Franzin - 02 ottobre 2020 - 12:00

TRENTO. In questa stagione autunnale che ha come protagonista il coronavirus, prestare attenzione alla salute e alla qualità dell'aria di città è più importante del solito. Dalla "pagella" stilata da Legambiente nell'edizione speciale "Mal'aria di città", sembra che a Trento le concentrazioni di agenti inquinanti siano superiori rispetto che in città della Pianura Padana come Treviso, Bergamo e Brescia.

 

Situandola ad otto posti dalla fine della lista, Legambiente ha valutato con 1/10 la città di Trento mentre Bolzano si è aggiudicata la sufficienza, con 6/10. Questi "voti" prendono in considerazione i dati raccolti dall'Arpa in 5 anni (dal 2014 al 2018) e riguardanti tre inquinanti, le polveri sottili (Pm10 e Pm2.5) e biossido di azoto (No2).

 

La presenza di polveri sottili e azoto nell'aria non è preoccupante solo per l'ambiente, ma anche per la salute. Secondo i dati dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, ogni anno in Italia si registrano 60mila morti premature dovute a ictus, infarti e carcinomi polmonari provocati dall'esposizione prolungata a questi agenti. Condividiamo con la Germania il nostro podio per numero di decessi dovuti all'inquinamento. 

 

Per valutare la performance delle 97 città italiane inserite in pagella, Legambiente ha confrontato i dati con i limiti di emissioni per ogni singolo inquinante suggeriti dall'Oms, più restringenti rispetto ai valori suggeriti dall'Europa. Infatti questi ultimi nel sono stati fissati non solo considerando solo la salute ma prendendo anche in considerazione l'impatto economico derivante dell'attuazione delle misure per ridurre delle emissioni.  

 

Solo 15 città della lista hanno raggiunto la sufficienza: Sassari (9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Nuoro, Verbania, Grosseto, Viterbo (7), L'Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano,Gorizia e Trapani (6). Alla fine della lista troviamo, con voto 0, Roma, Torino, Palermo, Milano e Como: in 5 anni, non hanno mai rispettato nemmeno uno dei parametri previsti dall'Oms

 

Gli ambientalisti hanno reiterato in questo documento, il secondo di quest'anno, che le Regioni dovrebbero avere più "coraggio e coerenza" nell'affrontare l'emergenza dell'inquinamento atmosferico dati gli impatti che esso provoca non solo sull'ambiente, ma anche sulla salute di tutti noi e di conseguenza sull'economia

 

In Italia infatti il problema dell'inquinamento atmosferico è cronico e, nonostante si sia registrato un trend leggermente in calo negli ultimi anni, alcune città non sembrano in grado di risolvere il problema.

 

Una mobilità elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale è la chiave per ridurre l'inquinamento causato dal traffico in città: l'associazione propone di incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici ed il potenziamento della frequenza e della qualità del servizio delle metropolitane. Suggeriscono inoltre di potenziare la rete di sharing mobility e raddoppiare le piste ciclopedonali

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