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Trento ancora al primo posto nella classifica per performance ambientali. Bolzano invece scende dal podio

Trento, Mantova e Pordenone, queste sono le tre città che guadagnano i primi posti nella classifica stilata dal report Ecosistema Urbano 2020. Bolzano, pur mantenendo buone prestazioni, perde il terzo posto e scivola al quarto

Di Mattia Sartori - 09 novembre 2020 - 11:23

TRENTO. Trento, Mantova e Pordenone in testa alla classifica dei capoluoghi italiani per performance ambientali secondo il report Ecosistema Urbano 2020. Il capoluogo trentino si tiene saldo al primo posto, seguito da Mantova, mentre Bolzano cade al quarto posto cedendo il terzo a Pordenone. In fondo alla graduatoria si trovano invece Pescara, Palermo e Vibo Valentia. Tra le grandi città si distingue Milano, sempre più attenta alla viabilità urbana.

 

Trento registra delle ottime performance per quanto riguarda i livelli di biossido di azoto e delle Pm10 nell'aria. La percentuale dei rifiuti raccolti in modo differenziato sale dall'81% all'83%, portando la città in sesta posizione per quanto riguarda questa categoria. Diminuiscono inoltre i rifiuti prodotti, che passano dai 465 chili per abitante ogni anno agli attuali 462 chili. Aumenta anche l'importanza del trasporto pubblico nei viaggi dei trentini e migliora l'indice dedicato all'occupazione di suolo, fermatosi all'8,20/10.

 

Anche il capoluogo altoatesino ottiene buoni risultati. La qualità dell'aria rimane buona, con tutti e tre gli indici entro i limiti. La percentuale di acque disperse dalla rete, anche se di poco, mentre scendono i consumi idrici. Il monte rifiuti prodotti aumenta fino a 524 chili per abitante all'anno dai 512 del 2018. Si compensa però con la raccolta differenziata che raggiunge il 67% dei rifiuti totali. Bene anche nell'indice di consumo di suolo, dove Bolzano ottiene il primo posto con 9,40/10.

 

Il report Ecosistema Urbano, pur sottolineando i successi di alcune città, porta alla luce anche la divisione del Paese in due zone: una più dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, alla mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini e alla crescita degli spazi naturali. L'altra invece più lenta nelle performance ambientali, soprattutto per quanto riguarda smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica.  

 

Anche nei centri urbani che non sempre si trovano in cima alla classifica si nota una propensione al cambiamento. Per esempio Ferrara, che prende esempio a Pordenone e Mantova per la gestione dei rifiuti, oppure Treviso che depura tutti i suoi reflui come Bolzano e contiene lo spreco idrico come Trento. C'è anche chi ritaglia uno spazio sempre maggiore per le bici all'interno della mobilità urbana, come Mantova o Reggio Emilia. 

 

L’Europa – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le crisi attuali e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese. I dati contenuti in questa edizione di Ecosistema Urbano, relativi al 2019 e quindi ad una situazione pre-pandemia, ne sono la testimonianza più evidente. L’Italia non può mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure. Noi col Rapporto Ecosistema Urbano le raccontiamo annualmente per rendere merito agli amministratori più smart e coraggiosi e farle copiare da quelli meno innovativi e temerari, perché le buone idee non hanno copyright”.

 

 

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