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Nuvole gialle tra i boschi? Un'ottima notizia: è l'abete rosso che si rigenera. In questi mesi temperature e umidità perfette dopo i disastri di Vaia

L'assessore Schuler spiega che soprattutto per le zone tormentate dalla tempesta Vaia nel 2018 e quelle soggette agli schianti da neve nel 2019, questa situazione aiuterà a dare un apporto favorevole al progressivo rinnovamento naturale delle superfici boschive denudate

Pubblicato il - 16 maggio 2020 - 12:12

BOLZANO. Nel video qui sopra (di Albero Moser che avevamo pubblicato a fine aprile) eravamo sull'Altopiano di Piné ma il fenomeno è lo stesso e si sta ripetendo in questo periodo in molti boschi regionali. In Alto Adige è intervenuto l'assessore provinciale alle foreste Arnold Schuler per spiegare cosa sta accadendo. In ampie zone del territorio, infatti, in questi giorni si vedono nuvole gialle salire dai boschi, soprattutto dai boschi di abete rosso.

 

È il polline di questa specie, che è la più presente in Provincia di Bolzano (arrivando a rappresentare il 61% degli alberi dell'Alto Adige). Le condizioni termiche e di umidità hanno fatto sì, che quest'anno la produzione di polline sia particolarmente abbondante con la presenza corrispondente di numerosi fiori femminili di colore rosso, le future pigne, pronti ad accoglie il polline. "Ora dobbiamo sperare che le condizioni ambientali continueranno ad essere favorevoli e non vi saranno gelate tardive, così vi sono tutti i presupposti affinché la produzione e la qualità dei semi, oltre alla loro germinabilità, siano buone", spiega Schuler.

 

Questo particolare fenomeno che viene chiamato nel gergo tecnico "pasciona" si ripete a scadenza pluriennale. "Soprattutto per le zone tormentate dalla tempesta Vaia nel 2018 e quelle soggette agli schianti da neve nel 2019, questa situazione aiuterà a dare un apporto favorevole al progressivo rinnovamento naturale delle superfici boschive denudate" aggiunge l'assessore. La produzione di polline abbondante di quest'anno contribuirà inoltre a fornire in autunno ottimi semi per rimpinguare le riserve da utilizzare nei vivai della Ripartizione foreste per la produzione di piantine da rimboschimento negli anni a venire, spiega il direttore del servizio forestale Mario Broll.

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