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Qualità dell'aria in Trentino: a luglio in alcune zone anomali i livelli di ozono a causa del caldo. Piogge inferiori alla media

Il report sulla qualità dell’aria prodotto dall’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente, ha rilevato una qualità dell’aria decisamente scadente in alcune zone del Trentino nel mese di luglio. Le precipitazioni, invece, sono state nettamente inferiori alla media stagionale

Di Claudia Schergna - 08 August 2020 - 18:46

TRENTO. Il mese di luglio ha visto un sensibile aumento delle temperature che, come spesso accade, ha portato ad un conseguente innalzamento della concentrazione di ozono nell’aria, nonostante i periodi di grande caldo si siano alternati a intense precipitazioni. Le giornate calde hanno inoltre favorito fenomeni di smog fotochimico, con concentrazioni che, in alcune zone, hanno superato la soglia di informazione. I valori sopra la soglia sono stati riscontrati nelle stazioni di monitoraggio di Monte Gaza e Mezzolombardo mentre il valore massimo è stato registrato a Riva del Garda il 10 luglio.

Per quanto riguarda invece i livelli di biossido di azoto nell’aria, le concentrazioni risultano parecchio inferiori alla media anche nel mese di luglio, nonostante il periodo di lockdown sia ormai passato da tempo. Buone notizie anche a proposito delle concentrazioni di polveri sottili rilevate, che sono in linea con quelle riscontrate in altri anni in questo periodo e sono nettamente inferiori ai valori limite.

 

I livelli di inquinamento atmosferico vengono descritti secondo un indice di qualità dell’aria accordato a livello europeo chiamato Aqi - Air quality index. È organizzato in 5 fasce: buono, discreto, moderato, scadente e pessimo. Se le concentrazioni misurate rientrano nelle prime tre categorie significa che i livelli rispettano i limiti fissati dalla normativa a tutela della salute.

 

Utilizzando questo indice di classificazione, i dati raccolti nel mese di luglio 2020, hanno evidenziato globalmente uno stato di qualità dell’aria scadente. Questo risultato è stato fortemente determinato dalle concentrazioni massime registrate per i livelli di ozono O3, mentre gli altri inquinanti monitorati, cioè polveri sottili PM10 e biossido di azoto NO2, biossido di zolfo SO2, monossido di carbonio CO e benzene, sono risultati ben al di sotto dei valori limite.

 

Livelli di qualità dell’aria considerati “scadenti” sono stati rilevati nelle stazioni di Riva del Garda, Piana Rotaliana e Monte Gaza, dove l’inquinante responsabile è l’ozono, mentre l’unico livello considerato “discreto” è stato rilevato nella stazione di Via Bolzano a Trento. Nelle stazioni di Trento Parco Santa Chiara, Rovereto e Borgo Valsugana sono stati registrati dei livelli “moderati”.

 

L’alta concentrazione di ozono è dovuta all’innalzamento delle temperature che si è verificato nel mese di luglio, anche se non hanno raggiunto valori molto elevati e, grazie ai venti occidentali e nordoccidentali, non si sono verificate giornate afose.

 

MeteoTrentino, nella sua analisi meteorologica mensile, ha evidenziato come il mese scorso sia stato caratterizzato da venti atlantici a tratti instabili, poiché l’anticiclone delle Azzorre ha interessato le Alpi solo marginalmente.

 

La temperatura media mensile è stata di 23,5 gradi, rispetto alla media climatica di 23 gradi. La temperatura massima ha sfiorato i 35 gradi mentre la minima assoluta è stata di 13.5 gradi. Queste temperature sono state registrate nella stazione di Trento Laste.

 

Le precipitazioni, invece, sono nettamente inferiori alla media stagionale: 57,6 millimetri rispetto ad una media di 87,4 nel mese di luglio. Ci sono stati però più giorni di pioggia rispetto allo stesso mese in altri anni: 10 contro un valore medio di 8 giorni. La quantità totale di pioggia scesa da gennaio a giugno è molto minore rispetto sia al valore dell’anno scorso, quando sono caduti 408,6 millimetri di pioggia, che al massimo storico, 1.647 millimetri. Infine, in Trentino sono stati registrati 2,357 fulmini, in media uno ogni due giorni.

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