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Laghetto della Marchesa, Merlo: "Zanzare? Secondo i tecnici la presenza è nella norma. Vergognoso che l'amministrazione non difenda questo biotopo"

"È una questione di sanità pubblica e di difesa dell'ambiente - sottolinea Ivana Merlo, la paladina del laghetto -. Se lo si sostituisce con un meleto non solo perderemo un biotopo unico nella zona, ma ci esporremo anche alla deriva dei pesticidi che dal campo potrebbero arrivare in paese"

Di Mattia Sartori - 10 August 2021 - 11:23

DENNO. Prosegue lo scontro sul laghetto della Marchesa, il biotopo che si trova nel Comune di Denno, ormai da mesi in bilico tra l’essere salvato e l’essere trasformato in un nuovo meleto. A difendere il laghetto è ancora Ivana Merlo, che continua a battersi per la salvaguardia di quest’oasi di natura in un’area altrimenti dominata dalla monocoltura di mele.

 

A luglio era arrivata una petizione, firmata da un’ottantina di cittadini, che chiedevano il prosciugamento del laghetto, definito “una pozza maleodorante e piena di zanzare”. Per verificare la veridicità di queste affermazioni è stata ordinata un’ispezione dell’Unità operativa igiene e salute pubblica.

 

Il rapporto ancora non è stato reso pubblico, ma Ivana ha parlato con loro e racconta: “Mi hanno confermato che il laghetto non è pieno di zanzare come si dice nella petizione. Anzi, a quanto dicono la presenza di zanzare è modesta e totalmente naturale in un biotopo simile. Inoltre sono contrastate da nemici naturali come uccelli e rane anche loro presenti nei dintorni dell’acqua e nella foresta circostante”.

 

Insomma, le accuse riguardanti un’infestazione di zanzare sarebbero totalmente infondate. Rimangono quelle sull’odore, ma anche queste secondo Merlo non avrebbero giustificazione. “La puzza non viene dal laghetto, ma dai rifiuti dello sfalcio e dalle immondizie che vengono abbandonati sulla riva e sul bordo di via Tuazen. Molti di questi sono rifiuti organici, che marciscono creando il cattivo odore di cui si stanno lamentando. In ogni caso se ci si vuole lamentare di qualcosa di maleodorante bisognerebbe parlare piuttosto dei pesticidi che nella zona vengono utilizzati a profusione. Se il laghetto della Marchesa diventasse un meleto verrebbero utilizzati anche qui, andando poi ad inquinare l’aria vicino alle case”.

 

 

Il bosco infatti fa da scudo naturale per il paese e lo protegge dalla deriva dei pesticidi – continua Ivana -. Se venisse abbattuto e sostituito con una coltivazione di mele resteremmo completamente scoperti e allora sì che si sentirebbero cattivi odori”.

 

C’è poi la questione paesaggistica. “Non mi stancherò mai di ripetere – spiega Merlo – che il laghetto della Marchesa ha un valore immenso dal punto di vista del paesaggio e va protetto ad ogni costo. Parliamo di un ambiente che è rimasto praticamente immutato negli ultimi 100 anni. Al suo interno poi si trovano varie specie animali e alberi monumentali che dovrebbero essere protetti”.

 

A questo proposito, Ivana Merlo e l’avvocato Di Lauro hanno già presentato un esposto in Procura per la salvaguardia dell’isola naturalistica, ma non si sono fermati qui: “Abbiamo fatto domanda per la marcatura degli alberi che ospitano nidi di picchio in modo che non vengano abbattuti, ma ci hanno risposto che non è competenza del Comune. In più abbiamo anche fatto domanda perché gli alberi della foresta vengano riconosciuti come monumentali, ma ancora non abbiamo avuto risposta. In teoria finché questa non arriva le piante non possono essere toccate”.

 

 

Nel frattempo sulla questione del laghetto l’amministrazione di Denno si dice neutrale, cosa che non soddisfa Merlo. “È vergognoso – dichiara Ivana – che il sindaco non abbia preso posizione sull’argomento. Ci troviamo di fronte a una questione di salute pubblica: se il bosco venisse tolto i veleni utilizzati nei campi arriverebbero fino in paese. Già sarebbe dovuto intervenire all’inizio per bloccare il progetto per una questione paesaggistica. Secondo l’Ufficio forestale di Cles, infatti, il Comune avrebbe dovuto fermare tutto in quanto per intervenire su quest’area ci sarebbe stato bisogno di un’autorizzazione speciale che però non compare da nessuna parte. L’amministrazione deve prendere posizione a difesa del laghetto, che costituisce un unicum ambientale nella zona e protegge i cittadini dai pesticidi che vengono usati nei campi”.

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