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La Pat dice addio al laghetto della Marchesa: “Impossibile porre vincoli di tutela”. Via libera ai lavori

Ritenendo le valenze ambientali ed ecosistemiche siano “esclusivamente di carattere puntiforme” la Pat non concederà vincoli di tutela dando di fatto il via libera ai lavori. Tonina: “La gestione dell’area rientra nelle piene facoltà e responsabilità del proprietario”

Di Tiziano Grottolo - 13 gennaio 2021 - 12:05

TRENTO. La lunga diatriba che ruota attorno al laghetto della Marchesa (o stagno di Tuazen) sembrerebbe essere arrivata al capolinea. Rispondendo a un’interrogazione presentata dalla leader dei Verdi in Consiglio provinciale, Lucia Coppola, l’assessore all’ambiente Mario Tonina ha fatto capire che la Pat non concederà nessun vincolo di tutela sull’area.

 

Per difendere il piccolo bacino si era spesa in prima persona Ivana Merlo che aveva lanciato anche una petizione online (e presentato un esposto in procura) dove si chiedeva di salvare il laghetto della marchesa. L’attuale proprietario infatti, ha presentato al Comune di Denno una segnalazione certificata di inizio attività per tagliare le piante più prossime alla strada e per chiudere la vasca ma, anche in considerazione della petizione e della conseguente eco mediatica che vengono ricordate nell’interrogazione, l’intervento non è ancora stato effettuato.

 

Lo specchio d’acqua – spiega Tonina rispondendo all’interrogazione – è una grande vasca artificiale che, nel corso degli ultimi 15 anni circa è stata semiabbandonata attorno ad essa si è pertanto sviluppata una vegetazione (e probabilmente una microfauna) di tipo spontaneo. Essa si trova vicino all’abitato di Denno, su proprietà privata, e a detta di alcuni residenti lo stato di abbandono sta creando vari disagi: presenza di zanzare, di piante che possono creare problemi di incolumità pubblica (rami vicini o addirittura sovrastanti la strada comunale), pericolo di accesso e caduta nella vasca”.

 

Negativo il parere anche sulla possibilità che la zona possa essere dichiarata area protetta: “Va detto – sottolinea l’assessore all’ambiente – che le valenze ambientali ed ecosistemiche che il piccolo stagno di Tuazen può esprimere sono esclusivamente di carattere puntiforme, al pari di altri siti presenti sul territorio provinciale, e non si ritengono tali da giustificarne l’istituzione, che necessiterebbe della presenza di determinate caratteristiche, fra cui una certa estensione territoriale a garanzia di stabilità, continuità ecosistemica e significatività naturalistica”.

 

In altre parole il destino del laghetto sembra segnato: “Non ritenendo possibile porre vincoli a tutela del sito in questione – conclude Tonina – si evidenzia che la gestione dell’area, inclusa la sua necessaria messa in sicurezza e l’eventuale adeguamento o rinuncia al vigente titolo a derivare acqua pubblica, rientra nelle piene facoltà e responsabilità del proprietario”.

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