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Laghetto della Marchesa, il Wwf e l'avvocato Di Lauro contro la petizione per il prosciugamento: "È un'oasi naturalistica da preservare"

L'avvocato Di Lauro e il presidente del Wwf Iemma rispondono alla petizione per il prosciugamento del laghetto. "In primo luogo le zanzare ci sono dappertutto, sarebbe come dire di prosciugare il Delta del Po perché ci sono le zanzare, non ha senso. Inoltre, trovo disturbante che chi vive in una valle dove spesso si respira diserbante si lamenti di quello che arriva da un semplice laghetto"

Di Mattia Sartori - 02 luglio 2021 - 17:49

DENNO. È un continuo tira e molla che va avanti da ormai quasi tre anni quello riguardante il laghetto della Marchesa. Da una parte il proprietario, l’amministrazione e alcuni cittadini che chiedono di prosciugare lo specchio d’acqua, dall’altra Ivana Merlo e l’avvocato Di Lauro, appoggiati dal WWF e da altri cittadini, che si battono per la conservazione di questa oasi naturalistica. L’ultimo capitolo di questa sfida ha visto la firma da parte di un’ottantina di cittadini di una petizione per prosciugare quella che viene definita “una pozza maleodorante e piena di zanzare”.

 

Sono ormai anni che cerchiamo di evitare l’eliminazione del laghetto e del bosco attorno – spiega l’avvocato Di Lauro -. A mio parere è un terreno che dovrebbe essere protetto, dovrebbe essere necessaria un’autorizzazione paesaggistica per il disboscamento, anche perché si tratta di un’area superiore ai 4mila metri quadri. Questa caratteristica la farebbe entrare di diritto nella categoria dei boschi e dunque sarebbe obbligatorio richiedere un’autorizzazione per procedere a eventuali modifiche”.

 

“Tuttavia – prosegue – nonostante le nostre richieste nessuno ci dà una risposta certa. Nessuno si vuole prendere la responsabilità di proteggere quest’area. Anzi, il l'assessore all'ambiente Tonina l’ha dichiarata una pozza senza valore e il sindaco di Denno va a visitarla con il proprietario per controllare se ci sono zanzare, mentre al contrario ignora le nostre richieste”.

 


 

“Non vogliamo per forza lo scontro – conclude – siamo aperti anche a soluzioni alternative. Per questo nei prossimi giorni mi muoverò per invitare un’importante fondazione o consorzio locale ad offrirsi di comprare il terreno in modo da salvaguardare il laghetto, passando così dalla pubblicità ai fatti”.

 

Per quanto riguarda la Val di Non infatti il laghetto della Marchesa rappresenta quasi un unicum, come spiega il presidente di Wwf Trentino, Aaron Iemma: “La Val di Non è essenzialmente una grossa monocultura con pochissime “isole” dove la natura può rifugiarsi. Il laghetto della Marchesa è una di queste. Tra il laghetto e il bosco circostante sono state rilevate almeno una quarantina di specie tra uccelli e anfibi (questi in particolare sono in declino in tutto il mondo perché vengono distrutti i luoghi in cui si riproducono)”.

 

Ciò che mi fa più paura – aggiunge Iemma -, è che alcuni cittadini abbiano firmato questa petizione per distruggere il “laghetto maleodorante e pieno di zanzare”. In primo luogo le zanzare ci sono dappertutto, è naturale che ci siano. Sarebbe come dire di prosciugare il Delta del Po perché ci sono le zanzare, non ha senso. Per quanto riguarda l’odore invece, trovo disturbante che delle persone che vivono in una valle dove si usano quotidianamente grandi quantità di diserbante con odori veramente pungenti si lamenti di quello che arriva da un semplice laghetto”.

 


 

“La cosa paradossale – aggiunge il presidente Wwf – è che se si cambiasse il modello produttivo verso un’agricoltura di tipo biologico oasi di questo tipo potrebbero essere di enorme aiuto alla produzione. Un’ambiente più diverso è capace di reagire meglio allo stress a cui viene sottoposto. Serve più natura dentro al campo, è tempo di evolversi”.

 

Quindi il laghetto della Marchesa, non solo non sarebbe così maleodorante e pieno di zanzare come viene dipinto dalla petizione, ma potrebbe anche essere utile all’economia della valle in un’ottica di agricoltura biologica. Senza contare che ospita tante specie animali che verrebbero distrutte assieme ad esso in caso di prosciugamento e disboscamento. Tra queste i picchi verdi e quelli rossi, la tortora dal collare, lo scricciolo, la rana verde, quella temporaria, il rospo comune e molte altre.

 

Siamo abituati a pensare alla natura come a un prato all'inglese, ordinato e privo di difetti, – conclude Iemma -, ma non è così, sono molto più naturali luoghi come il laghetto della Marchesa. Il suo potenziale rimane ancora inesplorato, ma sono certo che i cittadini potrebbero trarne molto più beneficio che da un parco giochi o dall’ennesimo campo”.

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