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LE FOTO. Lo stagno interrato per far posto al meleto? Esposto del Wwf: “Sono stati uccisi moltissimi animali, cancellato un rifugio di biodiversità”

L’escavatore cancella lo stagno e sul terreno arido restano solo i pesci morti, sopralluogo della forestale. Il Wwf chiede il ripristino dell’area: “Per arrestare il consumo di suolo è indispensabile intercettare queste ‘piccole’ devastazioni che producono sconvolgimenti importanti”

Di Tiziano Grottolo - 11 marzo 2021 - 20:11

VALLELAGHI. Scomparso, dello stagno non c’è più traccia. È bastata qualche ora di lavoro con l’escavatore e il piccolo specchio d’acqua è sparito e con lui tutta la biodiversità che lo abitava. Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi in località Naran nella frazione di Vezzano, parte del Comune di Vallelaghi. Ovviamente l’operazione, benché avvenuta su un terreno privato situato a fianco di un corso d’acqua demaniale, non è passata inosservata e la forestale ha effettuato un sopralluogo.

 

Il Wwf Trentino si è attivato e ha già pronto un esposto da presentare in Procura: “Abbiamo fatto anche una segnalazione alla forestale della zona e agli altri enti preposti – spiega il presidente Aaron Iemma – secondo le nostre informazioni sarebbe stato fatto un cambio di coltura senza autorizzazione e in una fascia di protezione ripariale”.

LE FOTO. Lo stagno interrato con l’escavatore, il Wwf chiede il ripristino dell’area
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D’altra parte le immagini sono impietose, dov’è passato l’escavatore restano solo pesci e anfibi morti. “Sono stati uccisi moltissimi animali – punta il dito Iemma – a un ambiente già pesantemente modificato è stato tolto uno degli ultimi rifugi di biodiversità. Solo pochi giorni fa l’assessore all’ambiente Mario Tonina ha presentato in pompa magna un bel lavoro sul consumo del suolo e sulla progressiva antropizzazione dei Comuni del Trentino ma mi chiedo quale ruolo abbiano azioni come questa”.

 

Il Wwf chiede sanzioni e contromisure per punire questo genere di operazioni. “Per arrestare il consumo di suolo è indispensabile intercettare queste ‘piccole’ devastazioni che producono sconvolgimenti importanti. Spesso pensiamo alle grandi opere ma anche piccole azioni di consumo del suolo a bassa intensità creano danni enormi”. Ora l’associazione ambientalista chiederà di ripristinare lo stagno: “Ma quanto ci vorrà?”, si domanda Iemma, sicuramente anni: “Purtroppo la facilità con la quale avvengono queste operazioni non è compensata da un’altrettanta capacità dell’ambiente di ripristinarsi velocemente”.

 

“Sarebbe auspicabile – anche e soprattutto da parte di chi amministra, aggiunge il Consigliere del Wwf Trentino, Karol Tabarelli de Fatis – un impegno concreto nella conservazione e nel ripristino dei paesaggi naturali: guardiamo i fondovalli del Trentino completamente riconvertiti alle coltivazioni intensive, dove ogni piccola area umida residuale, ogni sobria siepe, ed ogni vetusta e cavitata pianta devono essere estirpati e sostituiti con qualche filare in più, che sia di pomi, piuttosto che di vigne. Chiediamoci, ne vale davvero la pena? Non vogliamo lasciare a chi verrà 'domani' almeno qualche scorcio, di come i nostri territori si presentavano, come stagni vitali per colorate libellule, gracidanti rane e cannucce mosse dal vento?”. 

 

Infine, per chi avesse bisogno di contattare il Wwf Trentino per segnalazioni di carattere ambientale, per portare all’attenzione degli attivisti situazioni particolari o, semplicemente, per essere informati delle attività del sodalizio protezionistico, potete scrivere a alla mail ([email protected]) dell’associazione. 

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