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| 17 dic 2021 | 17:20

L’istrice arriva in Alto Adige: è la segnalazione più a nord di tutta Europa

Grazie ai ritrovamenti di aculei dell’istrice a Vadena e a Villandro, in Alto Adige, si attesta che questa specie si è spinta oltre i propri limiti, registrando i dati di presenza più settentrionali per il suo areale europeo 

Foto di Matteo Anderle (sx) e Tommaso Borghetti (dx)
di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. L’istrice è arrivato fino in Alto Adige, ridisegnando così i confini del suo areale europeo e registrando l’osservazione più a nord in assoluto. Sono stati ritrovati infatti degli aculei di questa specie protetta, l’Hystrix cristata, in ben due zone diverse della provincia di Bolzano: prima in una località vicino a Vadena, poi a Villandro. Questo rappresenta un record per la specie, che pur essendo attualmente diffusa anche nel Nord Italia, è riuscita a raggiungere il punto di distribuzione più settentrionale d’Europa. Questo ha dato via a uno studio condotto da Elia Guariento, Matteo Anderle, Andrea Debiasi e Chiara Paniccia.

 

“Questi ritrovamenti suggeriscono quindi una potenziale espansione all’interno dell'area alpina e nei Paesi adiacenti”, sostengono gli autori e l’autrice nella loro ricerca. Gli studiosi hanno effettuato un'ispezione visiva delle aree nell'estate del 2021 alla ricerca di altri aculei o tane. “Mentre si aspettano ulteriori conferme ufficiali – spiegano gli esperti – al di là delle singole registrazioni di aculei, questi risultati forniscono informazioni importanti su questa specie protetta e sui suoi meccanismi di espansione”.
 

La prima località vicino a Vadena è “un habitat adatto all’istrice, ben collegato a sud con boschi continui e ambienti agricoli nelle vicinanze per potenziale foraggiamento”. Il secondo luogo invece, Villandro, “indica una possibile diffusione o movimento anche a quote più alte rendendo più probabile una colonizzazione più consistente dell'arco alpino”. La questione riguardo al fatto che questo spostamento “permetta già all’istrice di attraversare le Alpi e potenzialmente colonizzare altri Paesi dell'Europa centrale”, rimane però ancora aperta.

 

La loro presenza costante in Alto Adige rimane comunque da accertare, visto che si parla per ora solo di aculei, che confermano esclusivamente il loro passaggio. Per quel che riguarda la confinante provincia di Trento, l'Atlante dei mammiferi (edito dal Muse) fa risalire la prima osservazione al 2011, con il rinvenimento di aculei nella zona di Saccone, nel Comune di Brentonico, alle pendici del Monte Baldo. Altre osservazioni giungono dalla Valsugana: un esemplare ritrovato morto nei pressi del Passo del Brocon; altri ripresi con delle fototrappole presso Pradellano, Samone e Grigno; uno investito sempre a Grigno e alcuni aculei rinvenuti a terra a Malga Costa, in Val di Sella, e nei pressi di Dro, in Valle del Sarca. Nell’ottobre 2018 era stato avvistato un esemplare anche ad Ala, in Trentino, fotografato dal forestale Tommaso Borghetti.

 

“Sembra che la diffusione dell'istrice non si stia fermando – concludono gli esperti – la sua presenza potrebbe arrivare presto in altre aree alpine, forse anche in altri Paesi europei. Con i cambiamenti climatici, l'idoneità dell'habitat in Alto Adige e sulle Alpi aumenterà ulteriormente, soprattutto perché il numero di giorni in cui la neve copre vaste aree tende a diminuire sempre di più”.

 

Di seguito la ricerca: 

 

 

 

 

 

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