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Scarica i cocci del box doccia lungo la strada e poi scappa, il sindaco: “Ignoranti”. Zeni: “Fenomeno pericoloso anche in Valsugana”

L’ultimo episodio è avvenuto a Tenno dove un uomo ha gettato i resti di un intero box doccia, ma la problematica riguarda tutto il Trentino. Zeni presenta un’interrogazione: “Fenomeno pericoloso, i boschi scambiati per una discarica. L’Sp 228, tra Pergine e Levico, trasformata in un immondezzaio”

Di Tiziano Grottolo - 16 marzo 2021 - 20:19

TENNO. Erano all’incirca le 18 quando da un furgone è sceso un signore che in pochi minuti si è disfatto dei cocci di un intero box doccia gettandoli a margine della carreggiata che collega Tenno con la frazione Ville del Monte. La scena non è passata inosservata e il Ducato bianco è stato notato da più persone. “Nelle prossime ore faremo le dovute segnalazioni – afferma il sindaco di Tenno Giuliano Marocchideve essere stato proprio un grandissimo ignorante quel signore che ha scaricato del materiale e una doccia disfatta sulla strada”.

 

Eppure non si tratta di un episodio sporadico, lo scorso febbraio era capitato a Fornace quando qualcuno aveva scelto di trasformare le sponde del lago di Valle nella propria discarica personale.


Anche Luca Zeni ha rilevato il problema e proprio per questo ha depositato un’interrogazione per portare all’attenzione della Giunta quanto sta accadendo lungo la strada provinciale 228, che collega Pergine Valsugana con Levico Terme, dove, spiega il consigliere Dem, “sembra palesarsi la diffusione di un pericoloso fenomeno, quello cioè di scambiare i boschi per discariche abusive, approfittando dell’assenza di controlli e depositando negli stessi ogni tipo di rifiuto, anche lanciandoli addirittura dagli autoveicoli in movimento”.

 

Stando a quanto riferito ci si trova di fronte a un malcostume ampiamente documentato in Valsugana. “Se da un lato il disprezzo per la ‘cosa pubblica’ sembra essere una categoria crescente nei comportamenti individuali e collettivi, dall’altro evidenzia l’urgenza di un maggiore controllo sia preventivo che repressivo. L’Sp 228 è diventata ormai una discarica a cielo aperto dove ogni maleducazione si esercita quotidianamente usando il bosco perimetrale come luogo di scarico di ogni tipo di rifiuti e di materiali eliminati dall’uso giornaliero”.

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