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Trovato in fin di vita, il camoscio Floppy è stato ospitato in una stalla, dove ha fatto amicizia con le vacche. L'allevatore: "In primavera tornerà libero"

A inizio gennaio, il camoscio Floppy è stato ritrovato ad Alba da un gruppo di cacciatori che l’hanno subito portato all’allevatore e contadino Nicola Eccel di Penia di Canazei. Dopo un po’ di tempo, Floppy l'animale si è ripreso ed ha fatto amicizia con le vacche dell'allevatore. Con l'arrivo della primavera, verrà liberato. "Una lacrima magari scapperà, ma sarà di soddisfazione"

Di Marianna Malpaga - 20 marzo 2021 - 15:51

CANAZEI. Era infreddolito e denutrito quando, il 9 gennaio scorso, è stato trovato ad Alba da un gruppo di cacciatori che l’hanno subito portato all’allevatore e contadino Nicola Eccel, 39 anni, di Penia, frazione del comune di Canazei, in Val di Fassa. Il giovane camoscio Floppy ora è entrato a far parte a tutti gli effetti della famiglia dell’allevatore: vive nella sua stalla assieme a una mandria di mucche, e ha fatto amicizia in particolare con la vitellina Bela.

 

“L’ho chiamato Floppy – racconta Nicola Eccel – in ricordo di un altro piccolo camoscio che avevo ospitato nella mia stalla anni fa”. Floppy è arrivato a Penia in condizioni disastrose. “Non potevo far altro che sistemarlo al caldo, nella stalla – spiega l’allevatore, che vive secondo le tradizioni contadine diffuse un tempo in Val di Fassa – penso sia nato a fine agosto. Quest’anno, secondo i forestali, ci sono diversi piccoli nati a fine estate, in ritardo nella stagione. Con tutta la neve caduta quest’inverno è difficile per gli animali selvatici trovare da mangiare e allevare i cuccioli. Forse la mamma di questo camoscio è morta”.

 


 

Il primo giorno, Floppy è stato sistemato nel recinto dei vitellini. L’allevatore gli ha dato un po’ di latte diluito con l’acqua tiepida, per far sì che digerisse meglio. Floppy, poi, ha cominciato a mangiare anche mele, fieno e grano, acquistando mano a mano una forza maggiore e facendo amicizia con le mucche. “Appena si è sentito meglio – aggiunge Nicola Eccel – ha cominciato a saltare fuori dal suo recinto e ad andare accanto alla vitella Bela. Gli sta sempre appiccicato. I primi giorni avevo paura che le mucche gli dessero qualche calcio per allontanarlo, ma un mattino, entrando nella stalla, l’ho trovato addirittura sulla schiena di una vacca accovacciata. Adesso va a prendersi il fieno nella mangiatoia delle mucche”.

 

L’allevatore è consapevole che, con l’approssimarsi della bella stagione, dovrà salutare il camoscio Floppy. Assieme ai forestali, quindi, ha pensato in che modo restituire l’animale alla vita nella natura. I forestali gli hanno proposto di liberare Floppy al Fedaia, dove si spera che sarà accolto da un branco di camosci. “Se lo permettono – dice Nicola Eccel – a me piacerebbe portarlo a fine maggio in alpeggio in Val Duron, assieme alla vitella a cui è affezionato, in modo che abbia un punto di riferimento, ma possa anche girare liberamente per incontrare altri camosci”. L’addio sarà senz’altro difficile. “Una lacrima magari scapperà – commenta l’allevatore – però se il risultato sarà buono e si vedrà che se la cava, sarà forse una lacrima di soddisfazione”.

 

Il timore è che Floppy non venga accolto in un gruppo di suoi simili. Nicola Eccel, però, è speranzoso. “Sono convinto che madre natura farà il suo corso – conclude l’allevatore – e quando ci sarà la stagione degli amori Floppy andrà in cerca di una camoscia. Certo, è probabile che dopo i primi incontri torni indietro perché il branco non lo vuole. Ma sono fiducioso che ce la farà, sempre che dopo tutti questi mesi passati nella stalla non sia convinto di essere una mucca”.

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