Ciclovia del Garda, Coppola: “Costi alle stelle e sfregio al paesaggio”. Europa Verde boccia il progetto della ciclabile sul lago
Coppola contro il progetto della Ciclovia del Garda: “Solo perché si parla di biciclette non significa che un’opera così impattante diventi automaticamente anche sostenibile”

RIVA DEL GARDA. In vari punti del lago di Garda si sta lavorando alla realizzazione del progetto della ciclovia del Garda, un “anello” che unirà le varie località del lago più grande d’Italia. Le parti di ciclabile che sono già state inaugurate stanno raccogliendo molti apprezzamenti e attirano moltissimi turisti. Eppure non mancano le criticità
La consigliera provinciale di Europa Verde Lucia Coppola parla di “costi alle stelle” e di un vero e proprio “sfregio del paesaggio”. Secondo la consigliera oltre ai costi non bisogna dimenticare che il progetto si inserisce in un contesto ambientale estremamente delicato e instabile: “Solo perché si parla di biciclette non significa che un’opera così impattante diventi automaticamente anche sostenibile”.
Fra gli esempi citati quello del Monte Brione, di Riva del Garda, che nell’ultimo periodo è stato interessato da una serie di frane che hanno costretto le autorità a chiudere la ciclabile sottostante. Senza dimenticare che la stessa area è interessata dalla polemica per la presenza di alcuni biker che secondo gli ambientalisti danneggiano il Biotopo. Se possibile però, tutto diventa molto più complicato lungo le sponde del lago di Garda, in un contesto geologicamente instabile che da decenni vede il distacco di rocce, frane, sassi.
“Interi versanti perennemente a rischio che hanno reso necessaria una continua manutenzione e infrastrutturazione – osserva Coppola – e prodotto danni ingenti alla collettività e alla percorrenza della strada gardesana, con costi economici rilevanti. Come possono immaginare le Regioni Veneto, Lombardia e la Provincia di Trento di pensare che questa sia un’opera sostenibile e non un mero prodotto turistico di cui davvero non si sente il bisogno”, si domanda la consigliera.
La consigliera di fatto chiede di valutare delle alternative a questo tipo di progetti: “Il tema del paesaggio italiano e della sua protezione è in questo momento all’ordine del giorno e certo la nostra Provincia non può chiamarsi fuori, facendo finta di credere che lo sfregio che si è già compiuto nella ciclovia di Limone, ed è sotto gli occhi di tutti, debba essere replicato anche nel tratto tra Torbole e Malcesine, mettendo a repentaglio, data la conclamata instabilità della roccia sovrastante, la vita di chi potrebbe percorrere la ciclabile”.





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