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| 21 feb 2022 | 11:07

Gli Amici della Terra contro il progetto del golf: “È più grande di tutta Nago, evidenti criticità ambientali ed economiche”

All’associazione “Amici della Terra” non piace il campo da golf vista lago di Garda: “Con il solito metodo di cercare di addossare i costi al pubblico e i ricavi ai privati”

di T.G.

NAGO-TORBOLE. “Il progetto presenta delle evidenti criticità, non solamente ambientali, ma anche economiche”, così Paolo Barbagli presidente degli “Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro” interviene in merito al progetto che prevede la realizzazione di un campo da golf nell’Alto Garda.

 

Per la cronaca il progetto, con un costo che si aggira fra gli 8 e i 9 milioni di euro, prevede la costruzione di un campo con 18 buche agibili 12 mesi all’anno per un’estensione di circa 50 ettari, a poca distanza dal monte Baldo e praticamente a vista sul lago di Garda.

 

Fra le principali criticità, per l’associazione ambientalista, c’è la grandezza dell’area: 50 ettari al momento occupati da bosco e massi, “quindi non contaminati da presenze umane, molto più grande dell’intero abitato di Nago”.

 

C’è poi il problema dell’acqua “che un golf ‘mangia’ in gran quantità, ma non presente nella zona, sarà pertanto necessario costruire delle zone di stoccaggio, con pompe e tubazioni”. Infine le modalità di accesso: l’attuale stradina infatti dovrà essere adeguata alle nuove necessità, con tutto ciò che ne consegue.

 

I costi sembrano esorbitanti – si parla di diversi milioni di euro, sottolinea Barbagli – al netto degli espropri dell’area che sembrano non siano necessari perché l’area è pubblica, e i ricavi dubbi, considerate le spese di gestione e il momento economico incerto, pandemia permettendo. Con il solito metodo di cercare di addossare i costi al pubblico e i ricavi ai privati”.

 

Nel frattempo però si attendono di conoscere nuovi dettagli sul progetto che non è ancora stato approvato. “Ribadisco quanto dichiarato durante la serata di presentazione del nuovo progetto – tra l’altro, unico intervento non applaudito da un pubblico evidentemente a senso unico ed entusiasta, ammette lo stesso Barbagli – la prima impressione, per il momento personale, è che si tratti di una vera e propria follia, non solo ambientale, ma anche economica”.

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