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Il masterplan dell’archistar Nunes? Per Europa verde ci sono “Importanti criticità, si rischia di aumentare il carico antropico sulla fascia lago”

Europa verde commenta il masterplan dell’archistar Nunes che dovrebbe ridisegnare Riva del Garda: “Non si può condividere una progettualità che prevede, con una certa audacia, la riprofilatura della spiaggia. Si tratterebbe di un’operazione che finirebbe per aumentare ulteriormente il carico antropico andando ad aggravare i problemi già presenti, anziché attenuarli”

Di Tiziano Grottolo - 12 aprile 2022 - 13:10

RIVA DEL GARDA. Non è ancora chiaro se e come prenderà vita il masterplan sulla fascia lago di Riva del Garda, presentato dall’archistar portoghese Joao Nunes, ma di certo sta già facendo discutere. Alla presentazione del progetto era presente anche l’assessore all’ambiente Mario Tonina che ha assicurato che la Provincia di Trento seguirà con attenzione il percorso di pianificazione paesaggistica.

 

Eppure sono già diverse le criticità rilevate dalla consigliera provinciale Lucia Coppola affiancata dagli esponenti locali di Europa Verde, Erica Cavagna e Marco Piantoni. Pur apprezzando l’impostazione generale del progetto di Nunes i Verdi non condividono il fatto di “aver incentrato lo studio su aspetti prevalentemente paesaggistici tralasciando ogni attenzione ai delicati aspetti ambientali delle sponde del lago”.

 

“Quando si interviene su un ecosistema complesso – riprende Coppola – si dovrebbe affiancare alla figura di un architetto paesaggista anche esperti di idrobiologia e botanica, e forse è proprio per questa carenza che emergono alcune importanti criticità”. Secondo la consigliera c’è uno squilibrio tra le istanze paesaggistiche “che prevalgono sulla cura e attenzione” agli aspetti ambientali ed ecosistemici. La fascia lago inoltre, sarebbe sottoposta a un carico antropico enorme “che ne compromette la capacità di resilienza”.

La parola d’ordine per Europa Verde avrebbe dovuto essere “rinaturalizzazione” in un’ottica di mitigazione del carico antropico. “Non si può condividere una progettualità che prevede, con una certa audacia, la riprofilatura della spiaggia. Si tratterebbe di un’operazione che finirebbe per aumentare ulteriormente il carico antropico andando ad aggravare i problemi già presenti, anziché attenuarli”.

 

Da qui la richiesta di prendere in considerazione la rinaturalizzazione almeno alle foci dei torrenti Albola e Varoncello e alla penisola limitrofa, con il ripristino dei canneti in quanto habitat necessari per molte specie, cancellati in passato per far spazio a un litorale a servizio solo dei bagnanti. “Si tratta di interventi fondamentali per ‘l’ecologia del lago’ – dice Coppola – ma anche di sicuro pregio paesaggistico. Lo studio è gravemente carente su questo punto, perché non solo non cura l’esistente, ma addirittura prospetta soluzioni che vanno in senso opposto”.

 

Secondo gli ambientalisti, ma anche per i pescatori, i riempimenti prospettati nel progetto di Nunes, con materiale lapideo e ghiaie, danneggeranno irreversibilmente quel poco di ecosistema acquatico sopravvissuto ai precedenti interventi di artificializzazione del lungo lago. Spostare la linea di costa (come prevede il masterplan) potrebbe far sparire le alghe del fondale, rendendolo così inadatto a molte specie. “Sappiamo tutti che il lago come organismo vivente è in grave sofferenza e il suo equilibrio fortemente compromesso dall’attività dell’uomo. Non è ipotizzabile che si possa pensare di cancellare alcune tra le poche aree dove i pesci trovano ancora un ambiente protetto”, afferma Coppola.

 

Europa Verde chiede inoltre di porre attenzione al tema dell’inquinamento luminoso ma anche sul rischio che il lungo lago di Riva perda la sua identità. Da qui la richiesta di salvaguardare l’ex colonia Miralago con la sua chiesetta. Discorso a parte per l’area Cattoi che “merita di essere inserita nel sistema parco e ciò anche a titolo di compensazione ambientale e paesaggistica del consumo di suolo determinato sia dal nuovo teatro che dalle previsioni di ampliamento dell’hotel Lido, senza dimenticare che viale Rovereto è già oggi gravato da un eccessivo carico urbanistico e di traffico”.

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