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| 16 mag 2022 | 19:56

Ecco la “riqualificazione” del lago Santo di Cembra (FOTO): “Dopo ogni pioggia la ghiaia viene trascinata. Hanno stravolto tutto senza considerare le dinamiche naturali”

Dopo i recenti temporali, i problemi legati alla riqualificazione del lago Santo di Cembra si ripropongono: “Quando sono stati fatti i lavori sono state sottovalutate le dinamiche del lago e non si è preso in considerazione l’ambiente circostante”

Ecco la “riqualificazione” del lago Santo di Cembra: “Dopo ogni pioggia la ghiaia viene trascinata
di Tiziano Grottolo

CEMBRA LISIGNAGO. Nel 2020 la “riqualificazione” del lago Santo aveva fato guadagnare all’Amministrazione comunale di Cembra Lisignago la bandiera nera di Legambiente. “Gli interventi – si leggeva nella motivazione – hanno portato alla parziale distruzione di una fascia di praterie umide del lago. Interventi che se completati trasformeranno il lago in una piscina, stravolgendo vegetazione e paesaggio”.

 

Ora però, dopo i recenti temporali, i problemi legati alla riqualificazione si ripropongono. “Succede dopo ogni temporale – spiega Fabio Savoi del Comitato per la salvaguardia del lago Santo – quando sono stati fatti i lavori sono state sottovalutate le dinamiche del lago e non si è preso in considerazione l’ambiente circostante”. Le acque del lago di origine glaciale sono alimentate dalle piogge e dalle sorgenti sotterranee, che si ingrossano dopo ogni acquazzone. 

“Alcuni anni fa ci eravamo battuti perché avrebbero voluto realizzare dei pontili fissi che sembravano due piste di aeroporto in mezzo al lago – prosegue Savoi – poi grazie alle proteste il progetto fu ridimensionato ma qualcosa è comunque stato fatto, inoltre non è ancora stata abbandonata l’idea di costruire un pontile mobile”. Il progetto venne ridimensionato anche perché nel lago venne certificata la presenza di alcune rare specie di flora e fauna tra cui il gambero di fiume e la Cyperus flavescens. Per sostenere le tesi degli ambientalisti era intervenuto anche Franco Pedrotti, uno fra i più importanti botanici italiani.

“Un’intera spiaggia è stata distrutta per essere ricoperta di ghiaia, mentre attorno al lago è stato costruito un sentiero – dice Savoi – il problema è che dopo ogni temporale il materiale ghiaioso viene trascinato verso il lago. Poi intervengono per sistemare ma basta un nuovo acquazzone e si deve ricominciare tutto daccapo, praticamente non si fa in tempo a finire i lavori di ripristino che si verificano nuovi danni”.

Il Comitato vorrebbe evitare che la pedana in cemento per il pontile mobile sia realizzata. “Scaveranno di nuovo la spiaggia – concludono gli attivisti – ma sarebbe stato meglio lasciare il lago alla sua naturalità, anche per questo abbiamo inviato una diffida al Comune perché in quella zona esiste una colonia di Cyperus flavescens che verrebbe distrutta dai nuovi lavori”.

 

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