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Ecco come cambia Riva del Garda con il masterplan dell’archistar Nunes. I dubbi degli ambientalisti: “Progetto senza una vita propria”

Il masterplan sulla fascia lago di Riva del Garda studiato dall’archistar portoghese Joao Nunes pare aver convinto le categorie economiche ma pescatori e ambientalisti esprimono forti dubbi. In particolare preoccupano le modifiche per ridisegnare la spiaggia: “Migliaia di metri cubi, che altereranno profondamente la morfologia del fondale e il suo equilibrio ecologico, distruggendo l’habitat di molte specie ittiche e rendendo più pericolosa la balneazione”

Di Tiziano Grottolo - 11 aprile 2022 - 12:05

RIVA DEL GARDA. Nei gironi scorsi a Riva del Garda è stato presentato il masterplan sulla fascia lago studiato dall’archistar portoghese Joao Nunes. Un progetto ambizioso che a quanto pare ha convinto gran parte delle categorie economiche ed è piaciuto pure a Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti, i due soci che gestiscono la società che nel 2017 ha acquistato l’area ex Cattoi per quasi 5 milioni di euro e attorno alla quale si sta combattendo un’aspra battaglia politica.

 

Alcuni hanno definito il nuovo masterplan un sogno ma il rischio è che si trasformi in un incubo dal momento che per la sua realizzazione ci vorranno comunque molti anni, senza contare il fatto che non mancano le criticità. “Pensavamo che il tempo del ‘vi stupirò con effetti speciali’ fosse finito”, il commento sarcastico che arriva dall’Assemblea Parco della Libertà, un gruppo di cittadini che si oppone in particolare alla realizzazione di un parcheggio interrato dove attualmente sorge uno spazio verde dedicato ai partigiani.

 

La nostra fascia lago non ha necessità di essere reinventata – proseguono gli ambientalisti – l’impressione che abbiamo avuto ascoltando l’illustrazione di Nunes è che si parlasse di una cosa che non c’è, pensata in questi mesi, senza una vita propria”. Tanti i dubbi sulle proposte dell’archistar portoghese a partire da quelle che riguardano l’area Lido (con demolizione e ricostruzione della gelateria), l’ex Cattoi (con il recupero dell’ex falegnameria e la realizzazione di un nuovo volume), la Miralago (parzialmente abbattuta), il campo sportivo e il parco Hotel du Lac (aperto sulla spiaggia).

 

 

Non una parola sull’ampliamento dell’Hotel Lido – puntano il dito dall’Assemblea Parco della Libertà – ma i nuovi soci ci hanno pubblicamente spiegato che ci sarà. L’idea che muove l’azione della Giunta rivana ha il respiro cortissimo. Il parcheggio all’ex cimitero segna l’inizio ed è la dimostrazione di ciò che diciamo e su questa strada vengono smarriti anche i più elementari principi di buona amministrazione che sono quelli del risparmio, dell’uso oculato di tutte le risorse indirizzato al bene comune”.

 

Molti dubbi vengono sollevati anche da un’altra associazione ambientalista: Italia Nostra che sul masterplan di Nunes ha elaborato tutta una serie di osservazioni dove non mancano le critiche. “Questo piano paesaggistico, per vari aspetti apprezzabile, va quindi approfondito e ridefinito nelle sue relazioni con la città, integrando gli aspetti meramente funzionali con la morfologia urbana per ‘ricomporre l’organicità costruttiva’ della città”.

 

Fra gli aspetti più critici la nuova linea della spiaggia ridisegnata dall’archistar che va a modificare pesantemente l’attuale conformazione. “Un lago naturale – per conservare il proprio valore, sottolineano da Italia nostra – dovrebbe avere delle rive naturali, alterate il minino necessario per consentirne la frequentazione balneare. Il piano, invece, prevede la sua totale alterazione, trasformando il naturale andamento lineare della riva in una tortuosa serpentina. Per trasformare la riva di un lago alpino in quella di un’esotica sequenza di calette, è previsto un cospicuo riporto di ghiaia, migliaia di metri cubi, che altereranno profondamente la morfologia del fondale e il suo equilibrio ecologico, distruggendo l’habitat di molte specie ittiche e rendendo più pericolosa la balneazione”.

 

Su quest’ultimo aspetto a essere preoccupati sono anche i pescatori del lago di Garda che parlano di un “progetto scellerato” perché rischierebbe di cancellare le poche zone di riproduzione utilizzate dai pesci. “Questa invasione dello specchio lacustre – conclude Italia Nostra – non può essere giustificata dalla necessità di aumentare la capienza della spiaggia”.

 

 

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