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Via il Parco dedicato alla Resistenza per far spazio al parcheggio? L’ex partigiano: “Una bestemmia, spero non sia vero”

Il progetto di un parcheggio interrato sull’area dove sorge il Parco della Libertà dedicato ai partigiani (che sarebbe rinominato in Parco del Ricordo) fa discutere. L’Anpi scrive alla Giunta comunale: “La Storia non può essere risucchiata in un generico minestrone”. L’assessore ai lavori pubblici replica alle critiche: “Il nuovo nome non c’entra nulla con le foibe, volendo si può anche cambiare”

Di Tiziano Grottolo - 28 febbraio 2021 - 17:33

RIVA DEL GARDA. Sta creando grande dibattito il progetto varato dalla nuova Giunta comunale di Riva del Garda che prevede la realizzazione di un parcheggio multipiano nella zona dell’ex cimitero. Attualmente sulla stessa area sorge da un lato un parcheggio sterrato e dall’altro il Parco della Libertà, dove a suo tempo venne posizionata una stele commemorativa dedicata ai  partigiani locali caduti durante la liberazione. Ad accendere la battaglia politica, oltre al taglio (previsto dal progetto) di alcuni cipressi, anche la proposta di cambiare nome al nuovo spazio verde che sorgerà, intitolandolo “Parco del Ricordo”.

 

La proposta ha fatto suonare qualche campanello d’allarme in casa dell’Anpi, anche perché la Giunta rivana è già scivolata una volta sulla questione delle foibe: “Non vogliamo entrare nel merito dei progetti urbanistici dell’Amministrazione comunale – precisa Mario Cossali presidente dell’Anpi del Trentino – ma pretendiamo nel nome di quei martiri e dei loro congiunti che quel monumento venga rispettato nella sua integrità. Pretendiamo anche che la Storia non venga risucchiata in un generico minestrone, chiamato ricordo, che la falsifica, venendo meno al dettato preciso della legislazione”.

 

La questione è così sentita che è arrivata perfino oltre i confini dell’Unione europea, più precisamente in Norvegia dove vive Valerio Tosi, ex membro del movimento di Resistenza trentino che nel 1945 prese parte agli scontri per la liberazione della città di Riva del Garda. Per intendersi Tosi a soli 17 anni si vide incarcerare sia il padre che il fratello, mentre ad alcuni compagni toccò una sorte peggiore, trucidati dai nazisti. Spero che quanto mi è stato riferito non sia vero – afferma Tosi – mettere insieme partigiani e repubblichini sarebbe un affronto alle memoria. Una bestemmia, un fatto vergognoso che infangherebbe il nome di chi ha perso la vita in nome della libertà. In vita mia spero non dover mai assistere a tanto, soprattutto in quella che è stata la mia città”.

 

Come già anticipato, attorno al nuovo parcheggio ruotano molte istante che in questi giorni stanno generando notevoli tensioni, giusto ieri, 27 febbraio, una cinquantina di cittadini che si oppone al progetto si è data appuntamento al Parco della Libertà mettendo in piedi un’azione di “guerrilla knitting” addobbando i cipressi dell’area con decorazioni di lana. “Riteniamo – spiegano – che sia sbagliato convogliare ulteriore traffico verso il Centro. Secondo noi il parcheggio esistente è più che sufficiente per le esigenze cui deve far fronte e quindi non è necessaria la realizzazione di un mega parcheggio interrato da oltre 400 posti a pagamento”.

LE FOTO. Un’azione di “guerrilla knitting” contro la realizzazione di un nuovo parcheggio interrato a Riva del Garda

Per cercare di mettere un po’ d’ordine Il Dolomiti ha contattato anche Pietro Matteotti l’assessore ai lavori pubblici che si è occupato del progetto: “Ho saputo delle polemiche e risponderò anche in Consiglio quando parleremo di opere pubbliche. La questione però è molto semplice, sulla stessa area anche la precedente Giunta – quella che faceva riferimento all’ex sindaco Adalberto Mosaner – aveva pensato di realizzare un parcheggio interrato. Da parte nostra stiamo mantenendo ciò che abbiamo detto in campagna elettorale, cioè che quell’area va sistemata perché dopo ogni temporale si allega e negli anni ha creato un sacco di problemi. La nostra idea è quella di realizzare un parcheggio al servizio dei residenti e delle scuole”. Se tutto dovesse andare in porto è previsto che circa un quarto della superficie venga aggregato all’adiacente plesso scolastico che ospita elementari e medie.

 

“Detto questo – prosegue l’assessore ai lavori pubblici – non ci allarmiamo per qualche decina di persone che manifesta. Tra 5 anni buona parte delle opere promesse saranno realizzate, poi conto di dedicarmi ad altro, pertanto non ho né pacchetti di voti da conquistare né interessi da difendere”. Matteotti cerca di scansare le polemiche anche sulla questione del nome: “Per me si può anche cambiare, l’idea mi è venuta perché mi sembrava brutto continuare a riferirsi al parcheggio come ‘ex cimitero’, con le foibe non c’entra nulla e non c’entra nulla nemmeno la presenza in Giunta di Fratelli d’Italia”. Il riferimento al ‘ricordo’ dunque, andrebbe associato alla presenza del cimitero e non alle foibe. “Voglio dirlo agli amici dell’Anpi – conclude – il nome si può anche cambiare e non è stato assolutamente scelto in contrapposizione ai partigiani o all’attuale Parco della Libertà”.

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