Area ex Cattoi, il Comitato: “No alle trattative con i privati, si proceda con l’esproprio per realizzare un grande parco”
Il Comitato Salvaguardia area lago punta il dito contro la sindaca Santi: “Temiamo che da questa amministrazione non giungeranno scelte nella direzione di una svolta non solo di salvaguardia ambientale, ma anche della trasparenza e della democrazia”

RIVA DEL GARDA. Sono anni ormai che il Comitato Salvaguardia area lago chiede che l’area ex Cattoi venga destinata a verde pubblico non edificabile. Per il comitato l’esproprio non deve essere un tabù, il terreno infatti è stato acquistato all’asta (per quasi 5 milioni di euro) da Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti, i due soci che si trovano a capo della cordata di imprese Winco Energreen S.p.a e Consolida S.r.l. che hanno dato vita alla ‘VR101214’, la società che dal 2017 è proprietaria dell’ex Cattoi.
“Il diritto di proprietà riguarda il suolo e gli edifici, mentre la destinazione urbanistica di un'area è prerogativa esclusiva dell’amministrazione pubblica che deve pianificare nell’interesse generale”, dicono dal comitato. Eppure secondo il Comitato la sindaca di Riva Cristina Santi vorrebbe intavolare una trattativa con i privati.
“La normativa urbanistica in vigore nella nostra Provincia prevede poteri discrezionali e autonomi alla Pubblica Amministrazione circa le decisioni sulle destinazioni urbanistiche del territorio amministrato”. Per questo dal comitato si dicono contrari a ogni trattativa o accordo urbanistico “che preveda anche solo una parziale edificazione di tale area, depauperando così la Collettività e in genere la cittadinanza di un bene come l’area ex Cattoi”.
Sono circa 3.000 le firme raccolte attraverso una petizione per chiedere di trasformare l’area ex Cattoi in un grande parco pubblico. Petizione che però è stata sostanzialmente ignorata. “I segnali che vediamo ci preoccupano molto – dicono dal comitato – la Giunta Santi ha ricevuto subito i portatori di interessi privati mentre noi siamo stati accolti con grande ritardo. Sono ormai troppi i fatti che ci dicono che chi ha creduto alla promessa elettorale di acquisizione a verde pubblico dell’area non viene tenuto in considerazione. Temiamo che da questa amministrazione non giungeranno scelte nella direzione di una svolta non solo di salvaguardia ambientale, ma anche della trasparenza e della democrazia”.






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